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Farmaci: più usati quelli pubblicizzati

Farmaci: più usati quelli pubblicizzati

La pubblicità ai farmaci è motivo di un aumento di consumo del farmaco stesso, vale per tutti i medicinali che sono acquistabili senza ricetta medica, ma ultimamente il trend si è esteso anche ai farmaci che sono su prescrizione medica, per cui il paziente si sente malato per colpa del suo autoconvincimento di avere una patologia e ricorre all'aiuto del medico

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    Un confronto diretto sulla commercializzazione del farmaco e sulla visibilità che i media danno ai medicinali ha portato a concludere che più le pubblicità si fanno carico di informare il consumatore sulle usabilità del farmaco, più i farmaci vengono venduti e consumati. Secondo una ricerca dell’Università del North Carolina ci sarebbe una correlazione anche con le visite mediche che i pazienti richiedono ai loro medici curanti.

    I dati confrontati dalla ricerca parlano di un legame tra le fonti della pubblicità e dei mass-media e l’aumento delle visite mediche e della prescrizione medica. Ma questo perché succede? Due le ipotesi, da una parte che l’informazione sia efficace, per cui il paziente scopre il rimedio a un disturbo a cui non sapeva dare un nome, o dall’altra che la pubblicità porti a scambiare i disturbi per vere e proprie patologie.

    Secondo le conclusioni tratte dai ricercatori sarebbe più accreditata la seconda ipotesi, che le informazioni scatenino cioè l’effetto domino per cui lo spettatore comincia a sentirsi ammalato e chiede al proprio medico un confronto sul proprio stato di salute.


    A coordinare lo studio è il dr. Spencer D. Dorn
    , se ne occupa in qualità di gastroenterologo ed epatologo: l’allarme che questo fenomeno provoca è quello di un eccesso di zelo da parte delle persone che soffrono di disturbi, che sono così automaticamente vittima di se stesse, andando a farsi prescrivere medicinali che non in tutti i casi sono necessari.

    Potere della psiche, si tratta di malattie psicosomatiche o di autosuggestione, anche poco gravi a volte, fortunatamente, che in ogni caso hanno fatto emergere una fetta di consumo in esubero di farmaci per patologie inesistenti.

    I risultati presentati si basano sulla teoria per cui la psiche, influenzata dalle informazioni che ha ricevuto dalla pubblicità, amplifica e fa proprie sensazioni, malesseri, che aumentano più di pensa al dolore.

    Per le malattie psicosomatiche o da autoconvincimento in Italia il rischio è limitato per le categorie di medicinali incluse nella direttiva 92/28 del 31 marzo 1992, valida per i medicinali che possono essere utilizzati senza intervento di un medico per la diagnosi, la prescrizione o la sorveglianza nel corso del trattamento, in pratica quelli esenti dall’obbligo della ricetta medica.

    I riferimenti tecnici legali sono tratti dal portale di informazione Dica 33

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