Farmaci: l’obbligo della ricetta medica non riguarda allo stesso modo farmaci pure uguali fra di essi

Farmaci: l’obbligo della ricetta medica non riguarda allo stesso modo farmaci pure uguali fra di essi

Può capitare che in farmacia vi chiedano la ricetta medica per un farmaco identico per il quale non sia richiesta alcuna prescrizione? in Italia, si!

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    Efferalgan 500 mg.

    Una stortura tutta italiana riguardante la dispensa di alcuni farmaci che, pur avendo uguale dosaggio e pur essendo costituiti dallo stesso identico principio attivo vengono venduti con modalità del tutto diverse l’uno dall’altro. Volete un esempio, andate in farmacia e chiedete l’Efferalgan bustine da 500 mg. Effervescente, il principio attivo cui è costituito il farmaco è il ben noto paracetamolo, ben conosciuto dalle mamme quale ottimo antipiretico, ovvero che abbassa la febbre, dei piccoli, sia pure a dosaggi inferiori. Per completezza diciamo che il paracetamolo a dosaggi da 500 mg. fino ad un grammo viene usato come antinfiammatorio poco o niente gastrolesivo. Ebbene se volete acquistare l’Efferalgan avrete bisogno della ricetta medica.

    Scelta questa forse discutibile ma pare essere la regola, ma se chiedete al farmacista la più nota Tachipirina, pure in bustine da 500 mg. effervescente, il farmacista non vi chiederà alcuna prescrizione medica che per l’Efferalgan era obbligatoria. Una stortura non da poco che discrimina in maniera palese due Case farmaceutiche, che confonde una materia che dovrebbe essere chiara ed univoca per tutti e che, nello specifico, ci allontana dall’Europa dove tali farmaci non sono sottoposti a vincoli prescrittivi. Perché ci si chiede, se l’esigenza della prescrizione medica ha un senso, che significato ha limitarlo ad un prodotto esonerandone un altro identico?

    Il dubbio che assale l’utente è quello che a valutare l’obbligatorietà o meno della prescrizione siano regolamenti concepiti con trascuratezza o peggio, con totale disinteresse, salvo scoprire poi, che tutto è riconducibile all’originaria domanda di commercializzazione di un prodotto farmaceutico a suo tempo redatta dal produttore al Ministero per essere autorizzato alla commercializzazione del farmaco stesso, domanda redatta spesso anni e anni prima e che col tempo sarebbe dovuta essere aggiornata per lo meno dall’AIFA, se mai ne avesse titolo, senza che però ciò sia mai accaduto.

    Proprio all’Aifa verrebbe da chiedere di essere essa stessa organo di controllo nel valutare l’inserimento o meno di quei farmaci passati alla dispensa senza prescrizioni medica, un lavoro che snellirebbe il carico del Ministero e che eviterebbe tali aberrazioni.


    Ma c’è di più, perché non prevedere in tutta Europa un registro unico dei maggiori farmaci da banco evitando che un cittadino comunitario in vacanza in Italia che chiede un farmaco di libera circolazione nel suo Paese debba invece nel nostro essere vincolato a regole diverse e, stupidamente spesso restrittive. Tutto ciò se lo chiede la FEF, ovvero la Federazione Esercizi Farmaceutici che, su quest’ultimo punto chiede a gran voce l’omogeneizzazione delle regole di dispensa dei farmaci in tutto il territorio europeo. Sarà ascoltata? Vedremo!

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