Farmaci: i biosimilari, che cosa sono?

Farmaci: i biosimilari, che cosa sono?

Farmaci biosimilari, biologici, biotecnologici: ne hai mai sentito parlare? Sai di che cosa si tratta e quali sono le differenze? Te lo spieghiamo noi

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    farmaci biosimilari cosa sono

    Si sente sempre più spesso parlare di farmaci biosimilari, ma tutti sanno di che cosa si tratta? Sono una nuova categoria di farmaci? A che cosa servono? Che cosa li distingue da altri tipi di medicinali? Se ne è parlato in questi giorni al convegno “Farmaci biotecnologici biosimilari: innovazione e sostenibilità”. Ecco quindi le risposte a queste e ad altre domande.

    Innanzitutto è bene precisare che con il termine biosimilare non si identifica una nuova classe di farmaci, ma piuttosto il percorso che porta questi medicinali a essere sviluppati e autorizzati all’immissione in commercio. I farmaci biosimilari, infatti, sono simili a medicinali biotecnologici già in commercio il cui brevetto è scaduto (definiti farmaci originatori) e sono per lo più farmaci di uso ospedaliero.

    Sorge naturale il confronto con i cosiddetti farmaci generici o equivalenti, come se i biosimilari potessero essere definiti i generici dei farmaci biotecnologici, ma non è esattamente così. Quelli biotecnologici, infatti, sono prodotti farmaceutici molto più complessi dei medicinali “normali”, perché sono biologici, cioè ottenuti lavorando sul DNA di microrganismi modificati dall’ingegneria genetica.

    Questo significa, in estrema sintesi, che per l’autorizzazione al commercio dei biosimilari servono studi molto più complessi con, sperimentazioni precliniche e cliniche su pazienti, per ottenere efficacia e sicurezza paragonabili ai farmaci originatori.

    Come i generici, però, anche i biosimilari permettono un risparmio sulla spesa sanitaria (si stima del 30%), perché sono meno costosi degli originatori: questo perché sono realizzati con tecniche più moderne rispetto agli originatori e questo permette di contenere i costi, senza compromettere la qualità del medicinale. Attualmente in Italia sono disponibili biosimilari dell’eritropoietina (usata per esempio nei casi di anemia associata a insufficienza renale cronica), dell’ormone della crescita (utilizzato per correggerne un’eventuale deficit negli adulti), e del fattore di crescita emopoietico (usato per contrastare il calo dei globuli bianchi per esempio in seguito a chemioterapia).

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