Farmaci: gli eccipienti, a cosa servono, quando fanno male

Farmaci: gli eccipienti, a cosa servono, quando fanno male

Dunque senza eccipienti niente farmaci, ma ricordiamo un’atra precauzione che dovrà essere applicata nell’uso di alcuni eccipienti, ad esempio a causa delle allergie che alcuni soggetti sviluppano nei confronti di alcune sostanze, ne consegue che il paziente prima di assumere un preparato dovrà anche andare alla ricerca di eventuali sostanze previste negli eccipienti per i quali conosce la propria allergia

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    Di fronte ad una scatola qualsiasi di un farmaco, di norma ci si perde di fronte a sfilze di nomi, codici e quant’altro, anche se a differenza di un tempo sia le caratteristiche, che le indicazioni, le controindicazioni e gli effetti collaterali, comprese le avvertenze, di norma sono riportate all’interno nel foglietto illustrativo, mentre all’esterno della scatola resta ben visibile la composizione del prodotto, principio attivo ed eccipienti.

    Gli eccipenti, questi sconosciuti

    Il principio attivo è la sostanza attiva che serve a curare la patologia per il quale il farmaco è indicato; a volte si parla di uno o due o più principi attivi che agiscono in associazione. Per quanto riguarda invece gli eccipienti questi sono per lo più sostanze inerti, ai fini della cura, quasi sempre trascurate dai pazienti convinti che, essendo inefficaci ai fini della terapia non abbiano pure la loro importanza; tutt’altro! Dunque conviene avere dimestichezza con tali sostanze che non sono di certo inutili, anzi, senza di essi il farmaco non potrebbe essere prodotto.

    Dunque un eccipiente serve al produttore del farmaco per garantire la consistenza del prodotto, oppure la forma, o ancora la stabilità, la durata, la durezza, la palatabilità, ovvero la gradevolezza della sostanza farmacologica soprattutto quando questa sia indicata per i bambini e ancora la formulazione e quant’altro. Ne consegue che essendo diverse le esigenze rivestite da un produttore di farmaci, diverse saranno le sostanze che andremo a ritrovare alla voce eccipienti.

    I più comuni eccipienti

    Basta uno sguardo alla confezione per rendersi conto di quanti eccipienti possa contenere un farmaco; così ad esempio scopriamo che fra questi spesso figura il talco, l’amido di mais, le maltosestrine, sostanze per lo più utilizzate per evitare che gli sciroppi perdano la loro solubilità, per non contare che se guardiamo la quantità, di solito in milligrammi di principio attivo, sarebbe impossibile che questo si posta distribuire in una compressa, oppure in uno sciroppo etc. in mancanza degli eccipienti.

    Altro eccipiente è la gelatina che unisce la polvere del farmaco e la rende omogenea, così come, sempre fra gli eccipienti, notiamo anche gli antiossidanti per evitare la degradazione del farmaco o particolari gelatine e cheratine che rivestono la capsula per evitare di essere degradate dallo stomaco a seguito dell’attacco dei succhi gastrici. Importante eccipiente è anche quello utilizzato per consentire ad un farmaco la volatilità per l’uso secondo il quale viene richiesto il prodotto, ad esempio gli spray per inalazione.

    L’acqua distillata è per lo più l’eccipiente di massima dei farmaci iniettabili, di solito indicata come acqua per preparazione iniettabile, ma la stessa acqua è utilizzata nelle pomate, insieme ad aromi e acidi vari.


    Attenzione ad alcuni eccipienti

    Alcuni eccipienti vengono utilizzati per i farmaci iniettabili, uno di questi ha un’importanza fondamentale nella somministrazione di questi farmaci. Pensiamo ad alcuni antibiotici, ma non solo, che prevedono in una boccetta a parte la presenza di un anestetico locale che insieme all’acqua partecipa alla solubilizzazione del farmaco ma non solo, tale anestetico, quasi sempre lidocaina, serve a rendere meno dolorosa la puntura, ma la rende del tutto controindicata per l’utilizzo endovena, ciò in quanto non DEVE, per nessuna ragione, entrare in circolo, a causa di effetti, a volte anche gravissimi sulla funzionalità cardiaca del paziente che si sottopone alla cura.

    Anche alcuni antispastici, ovvero utilizzati per la cura di affezioni al digerente, utilizzano un eccipiente quale il sodio metabisolfito che serve per mantenere intatto il farmaco nel tempo, tale sale viene utilizzato anche in Fans iniettabili, quali ad esempio il diclofenac ( Voltaren ) fatto questo che limita l’utilizzo per il solo uso intramuscolo e mai endovena.

    Dunque senza eccipienti niente farmaci, ma ricordiamo un’atra precauzione che dovrà essere applicata nell’uso di alcuni eccipienti, ad esempio a causa delle allergie che alcuni soggetti sviluppano nei confronti di alcune sostanze, ne consegue che il paziente prima di assumere un preparato dovrà anche andare alla ricerca di eventuali sostanze previste negli eccipienti per i quali conosce la propria allergia.

    Ma la stessa precauzione dovrà valere per quelle intolleranze verso alcune sostanze, a titolo d’esempio, lo zucchero per i diabetici, ne consegue che in presenza di farmaci che lo contengano il paziente dovrà tenere conto della quantità di zucchero presente negli eccipienti ai fini del calcolo della quantità giornaliera a lui permessa. Analoga attenzione dovrà essere riservata a quei soggetti intolleranti al glutine, oggi i produttori indicano chiaramente la sua presenza nel farmaco che ne esclude l’utilizzo per i celiaci e, ancora… l’aspartame per chi soffre di fenilchetonuria. Risultato, prima di prendere un qualsiasi farmaco aprite gli occhi e guardate non solo il principio attivo ma anche agli eccipienti. Anche se oggi i produttori di farmaci hanno l’obbligo di chiarire chiaramente nelle confezioni il tipo di eccipiente utilizzato che più di altri è controindicato per alcuni pazienti affetti da determinate patologie;un’attenzione di chi dovrà assumere il farmaco è pur sempre necessaria!

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