Farmaci: Farmindustria preoccupata per i tagli alla Sanità

Farmaci: Farmindustria preoccupata per i tagli alla Sanità

I tagli alla Sanità implicano sacrifici anche all'Industria del Farmaco, con ricadute sulla ricerca, sulla qualità del farmaco stessa e sui cittadini

da in Farmaci, Sanità
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    Il Preseidente Farmindustria Dompè

    Non sono soltanto i cittadini i bersagli della manovra finanziaria approvata dal Governo per 24 miliardi di euro, se restiamo nell’ambito della Sanità, visto che l’obiettivo di tagli e sacrifici riguarderà presto anche l’industria Farmaceutica. Vero è che forse al cittadino poco importerebbe sapere che l’industria del farmaco possa risentire della crisi, ma ricordiamo che nel nostro Paese la ricerca scientifica è affidata in larga parte proprio alle industrie.

    Se dunque i sacrifici dovessero riverberarsi anche sulla ricerca i guai potrebbero giungere presto, oltretutto in un periodo in cui la ricerca scientifica è giunta a livelli importanti. Il grido d’allarme questa volta proviene da Farmindustria, che ricorda come ancora una volta siano chiesti sacrifici all’industria del farmaco, a sottolineare la questione il presidente Dompè che ricorda che le industrie del Farmaco pure consapevoli della grave situazione economica in cui versa il Paese sono pronti a contribuire responsabilmente al necessario riequilibrio della Finanza Pubblica.

    Ma è in un punto dove Farmindustria per bocca del suo presidente manifesta preoccupazione, quella riguardante la decisione del Governo di limitare a quattro generici la rimborsabilità da parte del S.S.N. Una misura, questa, che determinerebbe conseguenze particolarmente serie sotto diversi profili,uno fra tutti, quello di lasciare libero campo a quelle industrie del farmaco facenti parte di Paesi emergenti che riescono a vendere prodotti a basso costo per l’assenza di regole rigorose in aree delicate quali la tutela dei diritti dei lavoratori, stessa cosa per gli standard qualitativi ed i controlli.

    Ovvio che il danno che si verrebbe a creare con ricadute serie per l’occupazione, visto che le aziende che operano in Italia non potrebbero competere in questa condizione.

    Ma c’è di più e questo si che riguarda i cittadini, che potrebbero pagare la crisi anche con una scarsa qualità del farmaco per via dei risparmi cui le aziende dovrebbero sottostare visti i prezzi loro imposti.

    Insomma, Farmindustria è disponibile a trovare soluzioni alternative che pur giungendo ai risparmi non facciano male all’industria ed ai cittadini.

    Fonte foto: Segnisuoni

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