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Farmaci e cosmetici contraffatti: pericolo di morte!

Farmaci e cosmetici contraffatti: pericolo di morte!
da in Antibiotici, Farmaci, Shock Anafilattico, Farmaci contraffatti
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    Quello dei farmaci contraffatti sta divenendo un vero e proprio rischio per la salute pubblica

    Se è già grave acquistare un portafogli o una borsetta contraffatta, arrecante il marchio originale falso e, in tutto e per tutto, fabbricati in altre zone rispetto all’industria che avrebbe prodotto il vero oggetto cui si riferisce e con qualità ed esperienza ben diversa, immaginiamo a quale rischio ci si espone, quando, nostro malgrado, facciamo la conoscenza con un farmaco, un parafarmaco o un cosmetico falso.

    Eppure, quello dei farmaci e dei cosmetici contraffatti è un problema tutt’altro che marginale e, men che meno, contenuto, se solo si pensa che su 10 farmaci commercializzati, 1 è falso e in questa lista non si salvano gli antibiotici, falsificati in ragione del 28%, gli ormoni, 18%, antistaminici, 8% e antimalarici, 7% . Addirittura, per i cosmetici, il numero dei prodotti contraffatti è ancora più alto, con ben 70 prodotti falsi su 100 e, nel complesso, indicando tutte le categorie farmacologiche, diventano 60 su 100 i medicinali oggetto di contraffazione.

    Uno dei motivi che inducono fabbricanti poco scrupolosi a falsificare un farmaco o un cosmetico, si badi bene, un cosmetico falso può arrecare problemi gravissimi alla salute, pur non essendo un farmaco, è il basso costo del principio attivo proveniente da parti del mondo, come il Pakistan, l’India, la Cina e tanti altri, dove il costo di lavorazione è bassissimo, ma anche la stessa qualità e le garanzie, sono quasi sempre, nulle.

    Ma in cosa differisce un farmaco contraffatto da quello originale.
    Innanzitutto, nella composizione dei costituenti che entrano nella formulazione del prodotto. Nell’etichetta si può scrivere che in quel prodotto è presente una data quantità di principio attivo e questa può essere minore di quanto dichiarato o, addirittura, assente. In questo, non v’è alcuna differenza fra farmaco di marca e generico, intendendo per questo quella specialità farmaceutica contraddistinta dalla molecola che la costituisce e senza il nome di fantasia del prodotto. Ma falsi possono essere anche gli eccipienti, sostanze che servono a comporre la specialità. Spesso diverse da quelle indicati, con grave rischio per la salute, in quanto in alcuni soggetti, l’esistenza di alcune sostanze potrebbero indurre allergie anche gravissime, pensiamo allo shock anafilattico, spesso infausto e, per di più, nella inconsapevolezza di sapere, anche in sede di soccorso alla persona che sviluppa una qualsivoglia allergia, a quale sostanza è risultata allergica.

    Inattività del farmaco
    E’ ovvio che quando si parla di farmaci falsi, il crimine non è solo di natura economica, ma ben più salato, in termini di salute pubblica. Perché, anche laddove non incorressimo in vere e proprie intossicazioni da sostanza non conosciute, l’evidenza di una ridotta quantità di principio attivo, ancor peggio, della sua assenza, riduce o vanifica del tutto la terapia che, a volte, può essere tanto indispensabile, o urgente, che non prestarla potrebbe, addirittura,mettere a repentaglio la vita stessa del paziente che da quel farmaco non ha tratto alcun beneficio, per non contare che nel medico, si generano confusioni terapeutiche e, spesso, perdite di tempo fatali, per chi avrebbe dovuto assumere quel prodotto.

    Se poi pensiamo che falsi potrebbero essere tanti vaccini, come quello della meningite, dove spesso il fattore tempo è prioritario su tutto, ma la stessa cosa si potrà dire per tanti antibiotici o altri veri e propri farmaci salvavita, ci si rende, facilmente conto, di quanto la nostra vita possa essere messa in serio pericolo da queste attività criminali.

    Secondo le fonti investigative, il turpe traffico,è governato da associazioni malavitose russe, cinesi, messicane e colombiane, raggiungendo una espansione simile a quello del nacotraffico, come sostiene Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’Osservatorio Codici.

    Una sorta di sodalizio criminoso, inoltre, si sarebbe anche istituito fra camorra e mafia cinese, che prevede che si producano farmaci, acquistando principi attivi presso Paesi terzi, si impacchettino nelle confezioni che imitano, spesso neanche tanto grossolanamente, quantità irrisorie o nulle del principio attivo, miscelato con altre sostanze inerti, se non addirittura tossiche; dopodicchè,le confezioni, simili a quelle reali, si smercino utilizzando entrambi i canali battuti delle due associazioni criminose.

    Si tratta adesso di stabilire se si rischia di incappare in un farmaco contraffatto solo quando lo si acquista fuori dai canali distributivi preferenziali, farmacie tradizionali o farmacie presso centri commerciali, o se la “ longa manu “ della criminalità non riesca a raggiungere persino questi spazi che dovrebbero garantire la massima sicurezza, coinvolgendo canali distributivi gestiti da personaggi corrotti o in assoluta buonafede, fatto quest’ultimo che potrebbe davvero rappresentare un danno gravissimo alla salute pubblica, alla stregua di una vera e propria pandemia gigantesca

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