Farmaci e caldo: ecco quali potrebbero non funzionare

In estate, con l’aumento delle temperature e il caldo afoso, è bene prestare più attenzione a come si gestiscono, si trasportano e si conservano i farmaci. Questi, infatti, esattamente come avviene per i cibi, possono risentire del caldo ed alterarsi nella composizione, con effetti negativi sulla salute.

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    Farmaci e caldo: quali potrebbero non funzionare? Caldo, umidità e sole possono rendere inefficaci vari tipi di farmaci se non addirittura dannosi per la salute. È quindi opportuno ricordarsi sempre di evitare di trasportarli nel portabagagli dell’auto o di lasciarli esposti ai raggi solari. Ma è anche importante controllare sempre con attenzione eventuali effetti secondari legati al rialzo delle temperature. Ecco secondo l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) quali sono i farmaci che potrebbero subire delle alterazioni dannose per chi li assume.

    Antibiotici

    I farmaci antibiotici sono decisivi nel contrastare l’azione dei batteri presenti nell’organismo che causano le infezioni. Le “famiglie” di antibiotici disponibili sul mercato sono assai diverse fra loro, sia per “obiettivo” che più efficacemente possono raggiungere, sia per principi attivi che contengono.

    Pertanto, alcuni antibiotici sono sensibili al caldo perchè possono subire delle alterazioni pericolose per i reni o lo stomaco, divenendo in pratica tossici. Il consiglio degli esperti è quindi quello di controllare sempre quanto scritto sulle confezioni o chiedere al medico o al farmacista.

    Adrenergici

    I farmaci agonisti adrenergici ad azione diretta possono essere danneggiati dalle temperature particolarmente elevate. Queste sostanze imitano gli effetti della stimolazione del sistema nervoso simpatico sui vari tessuti, come adrenalina (antagonista dell’istamina), dopamina (neurotrasmettitore), dobutamina (utilizzata nello choc anafilattico e in anestesiologia), e altri.

    I raggi UV potrebbero interferire con alcuni processi innescati dai farmaci adrenergici, causando gravi problemi nei soggetti affetti da specifiche patologie come allergie, problemi cardiaci, circolatori e respiratori.

    Insulina

    L’insulina è un principio utilizzato nei farmaci contro il diabete, per metabolizzare gli zuccheri. Di norma, i farmaci prodotti a base di insulina sono disponibili in flaconi o in cartucce per “penna”. Queste quando non sono in uso dovrebbero essere conservate in frigorifero o in contenitori termici, ad una temperatura intorno agli 8 gradi.

    Il flacone o la cartuccia d’insulina in uso, invece, è bene che siano conservati a temperatura ambiente per evitare l’irritazione cutanea nel luogo di iniezione, che può intervenire quando si inietta l’insulina fredda. Ma l’insulina tenuta a temperatura ambiente dovrebbe essere adoperata entro un mese, altrimenti andrebbe a male.

    Devono comunque essere evitate temperature sotto i 2° o sopra i 25°. Inoltre, prima di somministrarsi dell’insulina è necessario controllare che il liquido non presenti segni di precipitazione, cambio di colore, congelamento, che potrebbero essere indizi di perdita di potenza.

    Analgesici

    Gli analgesici possono venir danneggiati dal caldo e dai raggi solari diretti e perdere la loro capacità di intervenire sul dolore, alleviandolo. I più comuni analgesici, che è bene conservare lontano dal calore sono il paracetamolo, gli antinfiammatori (FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei), tra cui acido acetilsalicilico (aspirina), ibuprofene, naprossene, celecoxib, etoricoxib, nimesulide, gli analgesici oppioidi (morfina, metadone e codeina) e la flupiritina.

    Sedativi

    I farmaci sedativi sono un’ampia classe di medicinali usati per il trattamento dell’ansia e dell’insonnia, in grado di ridurre il grado di eccitabilità dl sistema nervoso. Questi farmaci devono essere conservati a temperatura controllata, secondo le indicazioni riportate sulla confezione, perchè possono surriscaldarsi e perdere la loro efficacia.

    Inoltre, i sedativi, come gli antidepressivi e i diuretici, possono essi stessi interferire con la termoregolazione di un organismo e favorire il colpo di calore.

    Anticoncezionali

    Gli anticoncezionali femminili e maschili, dalla pillola al preservativo, devono essere conservati quanto più possibile lontano da fonti di calore direte e indirette. Questo perchè possono modificare le loro proprietà e diventare tossici o non essere più efficaci a prevenire le gravidanze indesiderate.

    Nei preservativi, al contrario dei preservativi vegani, è presente una proteine del latte, la caseina, che col caldo può alterare la propri composizione. In questo caso gli anticoncezionali vanno conservati in ambienti freschi e a temperatura costante.

    Strisce per test diagnostici

    Dal test per la gravidanza al test per quantificare gli zuccheri nel sangue, sono tutti strisce per test diagnostici che possono risentire di caldo e umidità. Il consiglio è quello di mantenerli sempre a temperature non oltre i 27°, ma mai neanche sotto i 5°. In entrambi i casi, il danno può riguardare una lettura non corretta del risultato.

    La fotosensibilizzazione da farmaci

    Particolari farmaci possono provocare la fotosensibilizzazione, cioè dei disturbi alla pelle, se dopo averli assunti per bocca o applicati direttamente sulla cute, ci si espone alla luce del sole. Si tratta in particolare di antibiotici (tetracicline, chinolonici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (FANS), prometazina (antistaminico spesso utilizzato per punture di insetti o allergie cutanee).

    Da segnalare è anche l’utilizzo di gel e cerotti a base di ketoprofene, o creme a base di prometazina (per punture di insetti o allergie cutanee), incompatibile con l’esposizione al sole a causa di possibili macchie o vere e proprie ustioni.

    Come conservare i farmaci

    Appurato che anche i farmaci soffrono il caldo, è bene conoscere le regole principali per conservarli nel migliore dei modi, perchè non sono solo le alte temperature a danneggiare i medicinali, ma anche il troppo freddo, gli sbalzi di temperatura e soprattutto l’umidità.

    Quindi è consigliato evitare di lasciare i farmaci nell’armadietto dei medicinali, il quale, nonostante sia il luogo appositamente ideato per loro, non è certo quello migliore, a causa dei continui sbalzi termici a cui è sottoposto.

    In estate, i farmaci devono essere conservati non oltre i 25°, in un luogo asciutto e fresco. Ovviamente se per qualche giorno rimangono in un ambiente più caldo di qualche grado, non verrà meno l’efficacia del prodotto. Al contrario, il problema potrebbe sorgere quando il medicinale rimane per lunghi periodi soggetto al calore. Per ovviare alle alte temperature in casa, il consiglio è quello di sistemare i farmaci negli ambienti domestici più freschi, oppure tenerli per qualche giorno in frigo.

    Tuttavia, la conservazione dei medicinali in frigorifero non può essere la norma, se non esplicitamente scritto, perchè, come spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona: «In frigo potrebbe verificarsi un processo di cristallizzazione. Molte persone hanno la pessima abitudine di mettere i farmaci in congelatore, cosa che va assolutamente evitata».