Farmaci di automedicazione: crescono i consumi

Farmaci di automedicazione: crescono i consumi

“Inoltre - ha aggiunto Rossella Miracapillo - bisogna ricordare che il Sistema Sanitario Nazionale è finanziato dalle nostre tasche e l’utilizzo oculato di queste risorse ci garantisce un’assistenza sanitaria di qualità nel momento del bisogno

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    In Italia, su cento farmaci assunti, 80 sono di automedicazione, intendendo per questi tutti quei farmaci acquistati senza obbligo di ricetta medica, una percentuale non altissima ma che riesce tuttavia a curare l’80% dei disturbi dei cittadini italiani. Un dato significativo e, per certi versi persino sorprendente ma sicuramente interessante ai fini della spesa risparmiata a carico della collettività, infatti, secondo l’ANIFA, l’Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione, l’orientamento dei cittadini a rivolgersi a tale fascia di farmaci a totale loro carico fa risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale ben 9 milioni di euro che addirittura con una campagna informativa più efficace potrebbe tramutarsi, come per incanto in un risparmio complessivo di ben 16 milioni di euro, non sottratte alla spesa pubblica a tutto vantaggio ed in direzione di altre risorse in ambito sanitario.

    L’evidenza di quanto si dice apre il campo anche ad una nuova filosofia di gestione della propria salute in parte affrancata dall’indirizzo medico. “I farmaci senza obbligo di ricetta – ha osservato Sergio Daniotti, Presidente di ANIFA – costituiscono un elemento di ottimizzazione della spesa farmaceutica pubblica, senza intaccare né i livelli di assistenza garantita a tutti i cittadini, né l’appropriatezza della scelta terapeutica”. Di contro da sottolineare come l’approccio paziente farmaco sia migliorato, lo dimostra un altro dato importante, ovvero; “Ci si aspettava un aumento spropositato del consumo di tali farmaci da parte dei cittadini – ha sottolineato il Presidente di ANIFA – invece gli italiani si sono dimostrati più consapevoli di quanto immaginavamo. Il consumo di questi farmaci non è aumentato perché non è allargando il numero degli esercizi commerciali che si aumenta la forza del settore”.”E allora qual è il messaggio che deve arrivare al consumatore”, ha chiesto Help Consumatori alla dottoressa Rossella Miracapillo responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori la quale, sintetizzando i suoi concetti espressi tende a stigmatizzare il fatto che la liberalizzazione del costo dei farmaci non è tradotto con un’impennata di spesa in farmacia e dunque l’automedicazione è cresciuta nei giusti termini senza eccessive eccedenze.

    “Inoltre – ha aggiunto Rossella Miracapillo – bisogna ricordare che il Sistema Sanitario Nazionale è finanziato dalle nostre tasche e l’utilizzo oculato di queste risorse ci garantisce un’assistenza sanitaria di qualità nel momento del bisogno.

    Un dato significativo a proposito di ciò, che emerge da una ricerca condotta dal Movimento Consumatori, è che quasi il 60% dei farmaci ottenuti gratuitamente tramite ricetta medica vanno a finire nella spazzatura, mentre quelli acquistati direttamente dal paziente si utilizzano fino all’ultima compressa”.

    La stessa dottoressa Rossella Miracapillo sottolinea l’importanza basilare della figura del farmacista per il paziente che si orienti alla automedicazione tutto ciò senza dimenticare che il farmaco per automedicazione non dovrà far dimenticare che sempre di farmaci si tratta e dunque l’attenzione dovrà essere sempre alta e attenta, tuttavia sono farmaci sicuri perché garantiti dal Ministero della Salute ed hanno il bollino di garanzia. Dunque la campagna dell’ANIFA sull’automedicazione ha toccato la sensibilità degli italiani che vogliono sapere di più per occuparsi autonomamente della propria salute, magari sotto la guida di un esperto che nell’80% dei casi è il farmacista.

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