Farmaci contraffatti: un fenomeno criminoso da 45 miliardi di euro

Farmaci contraffatti: un fenomeno criminoso da 45 miliardi di euro

Un farmaco su 10 è contraffatto, un danno economico ingente ma, sopratutto, un gravissimo rischio per la salute

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    Farmaci Contraffatti

    C’è allarme farmaci contraffatti, un fenomeno molto più diffuso di quanto si creda, se solo si pensa che in Europa il fenomeno è cresciuto del 51% da un anno ed un altro con un volume economico di quest’industria del crimine giunto alla stratosferica cifra di 45 miliardi di euro, dove Internet, suo malgrado, fa la parte del leone.

    Il risultato è, secondo quanto asserisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che un prodotto farmaceutico su 10 è contraffatto, tutto ciò nonostante i cospicui sequestri dell’Autorità Giudiziaria che ammontano, per il solo 2007, a ben 4 miliardi e 81 milioni di confezioni, ma il fenomeno continua a dilagarsi a macchia d’olio in un vorticoso fenomeno pericoloso ed inquietante.

    Un tempo tale increscioso evento era confinato all’interno dei confini di quei Paesi in via di sviluppo, oggi non è più così, a fare i conti con questo problema è anche il mondo occidentale, un tempo immune al fenomeno medesimo ma oggi le cose non stanno più così, già dall’Inghilterra ci si imbattè qualche tempo fa sulle statine, farmaci anticolesterolo contraffatti, ma, come detto, è Internet il banco di vendita di molti farmaci che vengono manipolati.

    A lanciare l’allarme è anche la dottoressa Roddella Mirapillo, responsabile del settore farmaci del Movimento dei Consuimatori che ha risposto così ad un’intervista curata da Help Consumatori a cura di Antonella Giordano che riportiamo per intero:

    Il fenomeno della contraffazione dei farmaci può essere considerato come un fenomeno internazionale o ha anche delle particolarità nazionali?

    Il fenomeno esiste a livello nazionale nel momento in cui aumenta la fruizione, da parte della popolazione, di beni illeciti. L’acquisto in Internet di farmaci falsi si orienta soprattutto verso i prodotti che potenziano le prestazioni fisiche e mentali, come gli anabolizzanti che aumentano la massa muscolare, i prodotti che riducono l’impotenza sessuale, quelli che fanno perdere peso velocemente e quelli che aumentano la concentrazione. Tutti questi prodotti, nel caso italiano, nei canali tradizionali hanno una serie di restrizioni, come l’obbligo di ricetta medica o addirittura di visita medica; c’è da considerare, poi, il fatto che molta gente prova imbarazzo ad acquistare questo genere di prodotti in farmacia o comunque di persona e preferisce farlo in Internet in modo da nascondesi dietro una forma di anonimato. Il pacchetto di medicine che arriva a casa, infatti, è anonimo; a volte c’è la possibilità di fare anche un’anamnesi in rete: basta rispondere ad alcune domande e si ottiene una ricetta medica. Quasi tutti i siti che vendono farmaci contraffatti, quindi, “bypassano” la legge oppure risultano registrati in paesi in cui non ci sono regole restrittive.

    Quali sono i rischi legati a questo fenomeno?

    La gravità di un farmaco contraffatto non è limitata al danno economico verso un marchio commerciale e verso i lavoratori che rischiano il licenziamento, ma diventa soprattutto un problema di salute pubblica. Questi prodotti spesso sono senza principio attivo, o addirittura contengono un principio attivo inalterato. Ad esempio c’è stato il caso di un prodotto dichiarato come erboristico, che conteneva, invece, nimesulide. In questo momento, almeno in Italia, c’è una situazione di sicurezza in quanto dal pacchetto di farmaci falsi si può risalire al venditore. Quindi la tracciabilità del prodotto consente di contrastare in qualche modo il fenomeno, che resta comunque relegato ai canali illegali, non coinvolgendo, per il momento, il mercato tradizionale dei farmaci. Nei Paesi in via di sviluppo, però, la contraffazione dei farmaci ha raggiunto il 70% del mercato totale, con moltissimi rischi per i consumatori che non sono coperti da alcuna garanzia.

    Molte industrie europee si sono ritirate da alcuni mercati in cui non riuscivano in nessun modo a contrastare queste forme di illegalità. Per l’Italia un problema enorme è la contraffazione dei prodotti che arrivano nei negozi cinesi, dato che la Cina resta uno dei più grandi esportatori di medicinali falsi.

    Come si può contrastare questo crimine?

    In Italia c’è un gruppo di lavoro nazionale per la lotta alla contraffazione dei farmaci, chiamato Impact Italia che è il referente italiano della taskforce internazionale WHO Impact (International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce). Impact Italia ha iniziato le sue attività nel 2005 attraverso la collaborazione di rappresentanti dei 4 enti che si occupano istituzionalmente del problema, che sono: l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, l’ISS, Istituto Superiore di Sanità, i NAS, Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e il Ministero della Salute. Dal 2007 sono state coinvolte anche l’Agenzia delle dogane, il Ministero degli Interni e l’Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione e altri soggetti privati come Federfarma e Farmindustria.

    Tra i principali obiettivi della taskforce c’è la circolazione delle informazioni che scaturiscono dai risultati delle indagini su prodotti sospetti o illegali. Le attività messe in campo nel 2008 riguardano specialmente lo sviluppo e la condivisione del know-how investigativo sul fenomeno attraverso una serie di azioni finalizzate a potenziare le strutture che analizzano i prodotti potenzialmente contraffatti; a creare una procedura rivolta al pubblico per la segnalazione diretta dei casi sospetti; a fornire sempre più una maggiore informazione sui rischi di importazione di materie prime farmaceutiche illegali. Intanto ai consumatori diciamo di non abbassare mai la guardia e ribadiamo che non ci sono garanzie sui medicinali acquistati on-line su siti esteri, tanto più che nel nostro paese la vendita di medicinali via internet è espressamente vietata. Non c’è ovviamente modo di certificare gli anabolizzanti (o presunti tali) che alcune palestre diffondono in segreto, fuori da ogni controllo medico o farmaceutico. Per queste attività, l’impegno delle nostre forze giudiziarie è comunque rilevante: il solo Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel periodo 2000/2006, ha sequestrato oltre un milione di fiale illegali, provenienti dalle reti non controllate, contenenti farmaci di qualità non conforme agli standard.

    L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sta dedicando una particolare attenzione alla lotta internazionale alla contraffazione. Nell’ultimo triennio è stata rafforzata la cooperazione con enti internazionali come il Consiglio d’Europa e l’OMS, col quale ha organizzato la conferenza “Combating Counterfeit Drugs: Building Effective International Collaboration”. L’evento ha visto coinvolti i rappresentanti di tutti gli enti interessati al processo (organizzazioni internazionali, agenzie farmaceutiche, industrie, distributori, pazienti e professionisti sanitari), riuniti per trovare una piattaforma comune per la lotta a questa moderna “epidemia”. Durante il convegno internazionale è stata concordata l’adozione di un “piano di azione comune” per contrastare il fenomeno della contraffazione dei farmaci.

    Tra i risultati già conseguiti dal tavolo tecnico italiano ci sono progetti che riguardano la formazione degli investigatori, e numerose iniziative di studio e informazione. Va segnalato un programma di campionamento sui siti internet sospetti, che vendono a prezzi concorrenziali alcuni farmaci per i quali la presenza di contraffatti in altri Paesi è supportata da una vasta casistica. L’obiettivo dello studio, realizzato con l’OMS, e che vede il coinvolgimento di altre strutture esterne, è raccogliere dati per effettuare poi un’azione informativa sul pubblico e per supportare in maniera rigorosa una campagna di informazione sui rischi reali cui va incontro chi si affida a fonti non controllate per acquistare prodotti medicinali.

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