Farmaci contraffatti: adesso l’allarme si sposta anche in farmacia

Nessuna garanzia offre internet circa la qualità dei farmaci venduti, quasi sempre contraffatti; ma adesso un nuovo allarme giunge dalla Gran Bretagna, anche in farmacia potrebbero trovarsi farmaci contraffatti

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    Farmaci Contraffatti

    Dopo esserci sorbiti la giusta dose di preoccupazione riguardo alla possibilità di incorrere nei farmaci contraffatti ma, per lo meno, in parte tranquillizzati dal fatto che tale deprecabile evenienza sarebbe potuto accadere soltanto acquistando i farmaci su Internet, senza alcun controllo e prescrizione, adesso abbiamo di che preoccuparci davvero; dalla Gran Bretagna arriva l’allarme; nella civilissima Inghilterra sono stati trovati farmaci contraffati persino in farmacia, come ci dice, un workshop svoltosi durante la seconda giornata del Sanit, la Fiera internazionale della salute, in corso a Roma. Secondo uno studio promosso da Impact Italia, la task force che comprende Agenzia italiana per il farmaco, Istituto superiore di sanità, Carabinieri Nas, ministero della Salute e Alto commissario per la lotta alla contraffazione.

    Il fatto che non dovrà generare particolare panico, visto che parliamo di fenomeni isolatissimi e, fin’ora, almeno per quanto ci riguarda, fuori dai nostri confini nazionali, getta un ulteriore fascio di luce oscura sulla vendita dei farmaci su intrernet. Infatti, gli stessi organismi istituzionali hanno condotto un’indagine interessante effettuando acquisti di farmaci su internet su siti americani, canadesi ed europei e qui, oltre alla possibilità di incorrere nell’invio di farmaci contraffatti si è assistito anche a reati di truffa, atteso che dopo aver prelevato il denaro dell’utente dalla farmacia on line non giungeva alcun prodotto farmaceutico al “cliente”,con il risultato che su 100 farmaci acquistati 50 erano una vera e propria bufala, visto che il farmaco non veniva mai inviato, nei casi degli anabolizzanti, poi, tutti quelli reclamizzati non contenevano alcun principio attivo, dunque erano solo “acqua fresca” ed, infine, riguardo ai farmaci che promettevano mirabilie contro la disfunzione erettile, si trattava di cloni, per’altro anche sommariamente e maldestramente imitati rispetto ai prodotti veri e comunque tali preparati via web erano sicuramente illegali.

    Resta da capire come faccia un utente a continuare a fidarsi di un sistema distributivo privo dei controlli essenziali e di qualsiasi garanzia, per’altro in un settore tanto delicato qual è la salute pubblica e, addirittura c’è chi non si ferma dinnanzi a nulla, prevedendo la vendita on line anche di farmaci anticancro, così come i salvavita per gravi patologie cardiache o gravi infezioni; tali sostanze farmaceutiche esaminate, quando andava bene, possedevano una quantità di principio attivo di gran lunga minore di quella dichiarata, fatto tutt’altro questo che trascurabile che potrebbe addirittura avere effetti devastanti su chi si affida a queste cure, visto che la quantità di principio attivo di una sostanza è parte integrante della terapia, ogni cambiamento in più o in meno della sua formulazione ha effetti diversi sull’ammalato.

    Su questo aspetto puntano la lente di ingrandimento gli esperti riuniti al Sanit i quali dichiarano quanto detto circa l’allarme derivante dalla diversa formulazione di principio attivo di un farmaco rispetto a quanto riportato nella confezione, fatti questi “che potrebbero anche portare, per pazienti particolari, a conseguenze fatali”. Per questo motivo, è allo studio un sistema di codice a barre, a livello europeo, a prova di falsi: l’obiettivo è permettere al farmacista di verificare l’integrità di ogni confezione, prima di venderla. “L’Italia è il paese con il più alto numero di controlli che fanno della sua rete una delle più sicure al mondo, anche per quanto riguarda le importazioni e le materie prime.

    Purtroppo a livello internazionale manca una normativa più rigida e la contraffazione dei farmaci non è punita legalmente come un crimine vero e proprio quale di fatto è.

    Dunque, se fino adesso in Italia, al contrario di quanto avvenuto in Gran Bretagna non si registrano casi di contraffazione di farmaci presso i normali circuiti distributivi, farmacie e farmacie presso i centri commerciali, ben altra cosa accade sul web, dove acquistare un farmaco è sempre pericoloso, a volte più pericoloso della stessa malattia che si intende curare.