Farmaci: che fine hanno fatto le liberalizzazioni?

Farmaci: che fine hanno fatto le liberalizzazioni?

Completa convergenza del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti alla posizione espressa dal Presidente di Confindustria: “Mentre, il Paese si appresta a sostenere un lungo periodo di “lacrime e sangue” - precisa la nota del MNLF

da in Farmaci, Farmacie, Sanità
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    Emma Marcegaglia

    “In Italia c’e’ bisogno di piu’ mercato, ancora poco presente o assente in troppi settori della vita pubblica”. Lo ha detto, ieri, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso della presentazione della relazione annuale della Confederazione. Secondo Mercegaglia “le liberalizzazioni mancate continuano a penalizzare il Paese. Si manifestano segni sempre piu’ preoccupanti di una vera e propria allergia al mercato”.

    In Parlamento c’e’ “l’allarmante corsa a ripristinare barriere all’ingresso e tariffe minime per i servizi professionali” e “se Governo e maggioranza persistono in questa marcia indietro sulle liberalizzazioni nel commercio e nelle professioni, noi ci metteremo di traverso e sara’ opposizione dura”.

    Ammettiamolo, il discorso che Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, ha fatto a margine della relazione annuale della Confederazione è sicuramente “illuminante”, persino troppo, rispetto alle prese di posizione che, almeno in quest’ambito, avevano esposto alcuni esponenti della Maggioranza in tema di liberalizzazioni. Verrebbe da pensare a questo punto se la proposta del Premier, volta a convincere la Marcegaglia ad occupare il Ministero per lo Sviluppo Economico, restato vacante,dopo tale disquisizione del massimo esponente degli industriali, avrebbe ancora ragion d’essere.

    Si, perchè, Emma Marcegaglia ha parlato di liberalizzazione indicando anche quella solo in parte realizzata e per lo più dallo schieramento politico opposto all’attuale, come la vera incompiuta d’Italia. Si guardi, ad esempio, alla liberalizzazione dei farmaci che avrebbe dovuto anche prevedere l’istituzione delle parafarmacie e, dunque, la dispensa dei farmaci, esclusi quelli di Fascia A in locali diversi da quelli rappresentati dalle farmacie tradizionali. Le parafarmacie sono nate, è vero, ma hano visto il loro campo confinato al commercio al pari di una qualsiasi profumeria.

    E che le mancate liberalizzazioni finiscano per rappresentare un grave problema per il paese è sotto gli occhi di tutti ed l tutto perchè, a detta della Marcegaglia, l’Italia ha bisogno di più mercato ancora poco presente o assente in troppi settori della vita pubblica.

    E ha proprio ragione l’alto esponente di Confindustria quanto sostiene che In Parlamento c’e’ “l’allarmante corsa a ripristinare barriere all’ingresso e tariffe minime per i servizi professionali” e “se Governo e maggioranza persistono in questa marcia indietro sulle liberalizzazioni nel commercio e nelle professioni, noi ci metteremo di traverso e sara’ opposizione dura”.

    Completa convergenza del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti alla posizione espressa dal Presidente di Confindustria: “Mentre, il Paese si appresta a sostenere un lungo periodo di “lacrime e sangue” – precisa la nota del MNLF – non è più possibile assistere ai molteplici tentativi di cancellare le poche liberalizzazioni realizzate. In contemporanea con il varo della dura manovra economica, vari esponenti politici in Parlamento sostengono le velleità corporative finalizzate a portare indietro l’orologio delle liberalizzazioni. Da una parte la reintroduzione delle tariffe minime per gli avvocati, dall’altra il continuo “stillicidio” di proposte sostanzialmente volte a far chiudere le parafarmacie. Il Paese ha una sola “chance” – conclude il MNLF – per uscire al più presto dall’attuale crisi economica, quella di aprire i mercati ed annullare tutte le rendite di posizione, altrimenti questa crisi influenzerà la crescita economica italiana per un decennio”.

    Fonte foto: Il Giornalista

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