Farmaci branded e generici: le questioni dell’aderenza e della persistenza

Farmaci branded e generici: le questioni dell’aderenza e della persistenza

Nel considerare la questione dei farmaci branded e dei generici, si deve fare il punto sull'aderenza e sulla persistenza del trattamento terapeutico

da in Farmaci
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    farmaci branded generici

    I farmaci generici sono sempre più presenti nelle nostre case, complice il loro costo inferiore rispetto ai prodotti di marca. Ma branded ed equivalenti sono davvero sempre interscambiabili? Per avere una risposta dobbiamo prendere in considerazione due punti di fondamentale importanza, ovvero l’aderenza e la persistenza alla terapia, che per la riuscita della cura deve essere eseguita correttamente dal paziente. E secondo alcuni esperti, sostituire il farmaco brand con un generico potrebbe influire negativamente proprio da questo punto di vista. Scopriamo perché!

    La bioequivalenza

    Un farmaco generico dovrebbe essere bioequivalente ad uno di marca, ovvero avere gli stessi effetti terapeutici. Ma spesso non si considera come, nonostante l’uso del medesimo principio attivo, in un farmaco generico possano cambiare gli eccipienti, influendo così negativamente sull’efficacia della terapia. Anche queste sostanze, infatti, contribuiscono alla riuscita dell’azione del farmaco, e in alcuni casi possono persino essere mal tollerate dal nostro organismo. Ricordiamo infatti che come eccipiente può essere utilizzato ad esempio lo zucchero, potenzialmente pericoloso per i diabetici.

    Il problema dell’aderenza e della persistenza

    Proprio la differenza fra eccipienti contenuti in un farmaco branded e in un farmaco generico può incidere sull’aderenza al trattamento, che, fra i suoi fattori fondamentali, comprende anche quello della tollerabilità. Ha chiarito in questo senso il Professor Francesco Vittorio Costa, Cardiologo, Professore Associato di Medicina Interna, Presidente ASIAM (Associazione Interdisciplinare Aggiornamento Medico): “I farmaci generici possono associarsi a minore aderenza e persistenza in quanto possono essere, rispetto ai brand, meno efficaci e/o peggio tollerati. Il problema della tollerabilità dei generici è stato frequentemente segnalato in letteratura e dipende soprattutto dal fatto che gli eccipienti possono essere diversi dal branded”.

    Da questo punto di vista la letteratura scientifica segnala molti casi in cui nei pazienti, proprio per la differenza degli eccipienti tra generici e brand, si sono manifestati fenomeni di intolleranza e di allergia.

    I costi, anche sanitari, derivanti dalla non aderenza ad una terapia, sono molto alti, perché si è visto come, ad esempio, aumenti con l’uso di un generico il rischio di ricovero in ospedale. Restano, infatti, molti problemi di complicanze, che dovrebbero essere prevenute con una terapia completamente efficace in termini di aderenza e persistenza.

    Ricordiamo poi che i generici non vengono confrontati fra di loro e, quindi, si corre il pericolo della somministrazione di generici non bioequivalenti reciprocamente. Tutto ciò incide sulla tollerabilità della cura, oltre che sulla sua efficacia. Per non correre rischi, il passaggio da un farmaco branded a un equivalente dovrebbe essere sempre valutato dal medico curante, e non deciso in farmacia solo in base alla differenza di costo fra i due prodotti.

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