Farmaci: attenzione a quelli pericolosi ancora in commercio

Alcuni farmaci sono davvero pericolosi, tant'è che alcuni sono stati ritirati dal commercio, il Vioxx ha rappresentato una pietra miliare in tal senso

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    vioxx compresse

    Sono passati circa sei anni da quando si decise di bandire dal commercio il Vioxx, l’antinfiammatorio utilizzato, per altro con successo, contro le principali affezioni osteoarticolari ma al contempo al centro di gravi vicende che indussero l’AIFA a ritirarlo alla luce dei gravissimi effetti collaterali che provocava nei pazienti che a seguito dell’utilizzo del farmaco andarono incontro ad ictus, alcuni persino fatali.

    Il Vioxx non è di certo stato l’unico farmaco ad essere ritirato, ma l’eco che tale decisione ha avuto nel mondo è stata tale che il farmaco può sicuramente essere considerato un tassello importante ai fini della farmacovigilanza, intendendo quel controllo che gli Organismi devono adottare nei confronti delle sostanze farmaceutiche affidato negli USA alla FDA ed all’Europa alla EMEA.

    E partendo dall’attenzione che gli Stati adottano nei confronti dei farmaci, non solo a quelli di nuova generazione, ma anche alle vecchie molecole già presenti da anni sul mercato, non ci sfuggono le raccomandazioni che sia l’Aifa che l’Emea ultimamente hanno fatto a proposito di alcune classi di farmaci di maggiore utilizzo nel mondo e, dunque, anche da noi.

    Anemia

    Ad esempio, ultimamente si è posto l’indice su classi di farmaci antianemici, ricordiamo l’Epoetina alfa ( nome commerciale Eprex ), la Darbepoetina Alfa ( nome commerciale Aranesp, Nespo ), farmaci utilizzati laddove determinate patologie inducono severe forme di anemia del paziente, pensiamo ad esempio ai malati di insufficienza renale cronica che, negli stati terminali della malattia, sono costretti ad assumere tali farmaci. In generale si è osservato che proprio i malati di insufficienza renale cronica che hanno utilizzato questi antianemici sono andati in un certa misura incontro ad un aumento dei casi di infarto del miocardio, ictus, scompenso cardiaco, trombosi, ed una maggiore incidenza di mortalità per livelli di emoglobina superiori a 12g/dl.

    Nei pazienti oncologici, il trattamento con i farmaci stimolanti l’eritropoiesi è risultato associato ad aumento della mortalità e della crescita tumorale quando i livelli di emoglobina superano la soglia di 12g/dl.

    Aterosclerosi

    Anche l’associazione farmacologica di due principi attivi quali l’Ezetimibe e Simvastatina ( nome commerciale Inegy, Vytorin ) andrebbe indotto gli scienziati a ritenere una certa cautela nell’uso di tali farmaci, il motivo si riconduce ad uno studio denominato SEAS, che avrebbe stigmatizzato il rischio di una maggior incidenza di neoplasie. Ma senza giungere alle conseguenze estreme con l’utilizzo del farmaco, occorre segnalare un altro studio, ENHANGE, questo il suo nome, che avrebbe dimostrato come non vi sarebbe nessuna differenza ai fini della riduzione della placca aterosclerotica, causa a sua volta di accidenti cerebrovascolari, dall’uso della sola Simvastatina che è una statina in grado di ridurre il colesterolo nel sangue, rispetto al risutato ottenuto assumendo l’associazione Simvastatina ed l’Ezetimibe, quest’ultimo ricordiamo essere un anticolesterolo.

    Con la capacità, almeno sulla carta, di aumentare la quota di colesterolo “ buono” HDL e diminuire quello “cattivo (LDL ), anche perchè lo stesso studio ha palesato un altro paradosso, è vero che l’Ezetimibe diminuisce davvero il colesterolo cattivo, ma ai fini della placca non si ottiene nessun beneficio, si deve concludere che parliamo di un farmaco che quando va bene è inutile, almeno seguendo lo studio americano che è stato eseguito.

    Fonte foto: bluefingers.files