Farmaci: arrivano quelli intelligenti privi di effetti collaterali

Farmaci: arrivano quelli intelligenti privi di effetti collaterali
da in Farmaci, Primo Piano
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    Farmaci

    In fatto di farmaci dobbiamo il nostro benessere, alcuni persino la vita, la guarigione dalle malattie ad una compressa, ad una fiala, ad esempio, che ci vengono somministrate ogni qualvolta se ne ravveda la necessità; purtroppo pero’ non sono rari i casi in cui un preparato farmacologico nello svolgere la sua azione terapeutica si riveli dannoso, a volte più di ciò che si intende debellare, per via di effetti collaterali che è in grado di determinare, altre volte per via di reazioni allergiche individuali fino ad esercitare vere e proprie interazioni con altri farmaci fin’anche con gli alimenti assunti in contemporanea.

    Ovvio che parliamo di casi limite nelle eventualità più gravi e sporadici in tutti gli altri eventi, molto dipende dalle modalità di assunzione di un farmaco e dalla conoscenza del paziente che ha il medico prescrittore, così come molto è direttamente dipendente dall’imponderabilità che, purtroppo può essere sempre in agguato.

    Ma se esistesse finalmente un “farmaco intelligente” in grado di veicolarsi, autonomamente all’indirizzo dell’organo interessato da una malattia o da un dolore, molto di più di quanto sia possibile adesso, questa si che sarebbe una bella conquista sociale, oltretutto in siffatte condizioni oltre a far agire prima il farmaco si eviterebbero spiacevoli effetti collaterali; ad esempio, tutti siamo consapevoli dell’efficacia dei fans per contrastare fenomeni infiammatori e dolori di diversa natura, ma allo stesso tempo siamo consapevoli dei disturbi gastrici dei fans a causa dell’ipersecrezione di succhi gastrici che determina il farmaco e questo non è che un esempio, ogni farmaco può determinare effetti collaterali e, attualmente, nel raggiungere il sito che intende curare interagisce con diversi organi, a volte in maniera significativa a volte meno, a volte in maniera prevedibile, altre in maniera davvero imprevedibile e grave.

    Nel tentativo di giungere al famoso “farmaco intelligente” di cui sopra, studiano alla ricerca di queste sostanze un gruppo di ricercatori americani che stanno sperimentando farmaci chiamati Ph-dependent e dal nome capiamo immediatamente che si tratta di sostanze che basano la loro emivita ed il loro potere di veicolarsi nell’organismo in base al Ph, che è un indicatore di acidità, del sangue.


    Partendo dal presupposto che a fronte di un’acidità dei tessuti stabilita intorno a 7,4, si è potuto constatare che quando un tessuto è danneggiato tale indicatore scende anche sotto il ph 7,0, ciò è dovuto al fatto che nei tessuti danneggiati si assisterebbe ad un minore approvvigionamento del sangue a questo punto entrano in campo i farmaci intelligenti che individuano le aree del corpo a minore acidità per andare ad intervenire in sito.

    A differenza di un tempo, pensiamo alle Ketamine, un anestetico che si veicolava anch’esso nei tessuti a scarsa acidità, ma con la differenza che si distribuiva anche in altri tessuti sani con la conseguenza di effetti collaterali impegnativi, quali allucinazioni e disturbii comportamentali pur se reversibili, i nuovi farmaci invece si veicolano laddove servono ed il rischio che la sostanza si distribuisca sui tessuti sani non esisterebbe così, sulla base delle evidenze fin’ora palesatesi, i farmaci intelligenti non solo agiscono dove servono, ma vengono degradati in breve tempo e, quel che è importante non determinano effetti collaterali di nessuna natura.

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