Facebook, provoca anche il cancro?

Facebook, provoca anche il cancro?

Nessuna drammatizzazione della realtà, ma l'uso incongruo dei social network su Internet, secondo un ricercatore americano, avrebbe effetti nell'istaurare anche gravi patologie, oggi al centro di uno studio comparato

da in Ictus, Infarto, News Salute, Primo Piano, Tumori
Ultimo aggiornamento:

    Facebook

    Con un meccanismo complicato ed elaborato e, ancora in parte tutto da dimostrare, uno psicologo americano, Aric Sigman, sarebbe giunto alla determinazione di poter palesare la possibilità che i network su Internet, Facebook compreso, se utilizzati in maniera eccessiva, ripetuta e continuativa, potrebbero avere rapporti diretti nell’istaurare gravi malattie fra gli utilizzatori di questi servizi on line.

    Alla base di queste recenti acquisizioni, che hanno trovato posto sulla rivista scientifica Biologist, la causa di tumori, ictus, cardiopatie, malattie psichiatriche etc., ravvisabili come le patologie più comuni seguite ad un uso incongruo di tali network su Internet, sarebbe dovuta a quell’isolamento individuale di coloro che in maniera compulsiva non riescono a staccarsi dal monitor pur di non perdere un contatto, ad esempio, su Facebook e similari, con la conseguenza di assistere in questi individui ad una modificazione genetica, ormonale e funzionale delle arterie con larga compromissione anche delle risposte individuali dell’organismo.

    L’evidenza che da un ventennio circa, ovvero da quando hanno preso piede in maniera sempre più incisiva i social network, si è assistito ad un maggiore isolamento individuale delle persone impegnate sempre per un numero maggiore di ore a scambiarsi informazioni, immagini, video e quant’altro nel chiuso della loro stanza e, presumibilmente, un aumento di casi di patologie fra quelle appena citate, avrebbe indotto il ricercatore statunitense a giungere a questa drammatica conclusione.

    D’altro canto, la stessa ricerca avrebbe evidenziato che son bastati una ventina d’anni alla moderna umanità per aver assistito ad una caduta verticale delle ore trascorse insieme a contatto fisico gli uni con gli altri, trasferendo questo tempo all’utilizzo di Internet con tutti i servizi offerti al punto che, sempre secondo il ricercatore americano, proprio per queste nuove abitudini acquisite, si sarebbe assistito ad una differente e patologica modulazione delle secrezioni ormonali di questi individui, con effetti anche sul sistema immunitario meno “allenato” di un tempo a contrastare le diverse infezioni che, come da recenti acquisizioni, sarebbero esse stesse una via importante che apre la strada anche alle neoplasie.

    Per non contare anche, che la vita sedentaria, l’abuso del fumo di sigaretta, una dieta spesso frettolosa pur di stare sempre più tempo davanti il computer, avrebbe i suoi effetti nell’agevolare le gravi patologie. “I siti di social networking – conclude lo psicologo – dovrebbero consentirci di abbellire e allargare la nostra vita sociale, ma il risultato finale e’ molto diverso”.

    Una ricerca che, fino adesso, non ha assunto i caratteri della scientificità in maniera completa ma che apre la strada a campi di interesse scientifico che converrebbe sondare al fine di prevenire malanni e patologie sulle cui cause spesso si sono ricercati ben altri fattori di rischio ma che oggi potrebbero trovare anche nell’abuso di Internet la loro ragion d’esistere.

    524

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN IctusInfartoNews SalutePrimo PianoTumori
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI