by

Extrasistoli: cosa sono, perchè si presentano, come si curano

    extrasistoli

    Non c’è cosa peggiore delle extrasistoli, nel senso che non c’è cosa che più allarmi chi ne soffra, soprattutto quando questo accade d’improvviso in soggetti sani e spesso giovani. Ne deriva che di fronte ad un periodo in cui una persona avverte tali accadimenti per giorni, l’unico consiglio utile da darsi è quello di rivolgersi al proprio medico che predisporrà quasi sicuramente una visita cardiologica accompagnata da elettrocardiogramma per essere sicuro che alla base dell’extrasistole non vi sia una patologia cardiaca in atto.

    Tuttavia, soprattutto nei soggetti giovani e nelle stagioni più calde dell’anno, l’extrasistole è un fenomeno abbastanza frequente. Anche in questo caso non significa che il giovane sia esentato da una visita cardiologica anch’esso, l’eventualità di una patologia cardiaca, sia pure rara, non è per nulla impossibile e dunque può colpire anche il soggetto giovane ed in apparente buona salute, ma il più delle volte il sintomo è innocente, più benigno di quello che a prima vista può sembrare.

    Cosa è l’extrasistole

    Cominciamo col dire che la singola extrasistole è determinata dalla contrazione prematura del battito cardiaco che, con una sorta di effetto domino, coinvolge anche i successivi battiti. Vi può essere una o due extrasistole seguita/e da un battito cardiaco regolare fino al ripresentarsi della situazione, oppure tutta una serie continua di extrasistoli di lunga durata che si definiscono “treni d’onda”. Tali alterati meccanismi vengono interpretati dal soggetto con sgomento e panico che il più delle volte finiscono con l’aggravare la situazione.

    In effetti la sensazione avvertita da un soggetto in preda a delle extrasistoli è sicuramente suggestiva ed allarmante, visto che l’impressione che se ne trae è quella di un cuore che pare fermarsi da un momento all’altro, ma che poi ricomincia a battere con un colpo secco e quasi soffocato per poi riprendere a contrarsi regolarmente e subito dopo pare interrompersi per qualche secondo. Tale lasso di tempo è ovviamente vissuto con angoscia dal paziente.

    In effetti il cuore non si ferma, come è ovvio che sia, ma chi vive quei momenti non potendo interpretare l’epilogo del sintomo va incontro ad ansia e, sovente a vere e proprie sudorazioni. Quando le exstrasitoli sono benigne sono localizzate in posizione sopra ventricolari, quando si localizzano invece a carico dei ventricoli possono essere la spia di una malattia cardiaca insorta che va sempre indagata.

    Poiché il soggetto che ne soffre non è in grado di stabilire l’esatta localizzazione di queste anomalie, dovrà essere il medico ad individuare l’origine dei sintomi, soprattutto assistito in ciò dal comune E.C.G.

    Poiché esiste una spiegazione delle extrasistoli cosiddette benigne, occorre ricordare che per lo più queste si verificano in soggetti sani che, ad esempio, soprattutto d’estate abbiano perso quantità importanti di potassio, un sale minerale che partecipa a regolare la pompa cardiaca il cui funzionamento è affidato anche ad un altro sale, il sodio. Ciò spiega l’esigenza per gli sportivi di integrare con liquidi energetici i loro sforzi, visto che il potassio si perde in larga parte con il sudore.

    Ma anche il fumo di sigaretta, lo stress, l’abuso di caffè, l’ansia, alcuni farmaci, oppure in corso di malattie infettive, soprattutto quando il paziente ha sofferto di episodi febbrili di lunga durata, sono tutti fenomeni che partecipano alla formazione delle extrasistoli. Ne deriva che nelle forme benigne, assodato che di questo si tratti, il paziente andrà curato allontanando quei fattori che causano il problema, oppure integrando con l’alimentazione o con gli integratori le perdite di sali minerali. In certi casi, soprattutto in concomitanza con periodi di stress, il medico potrà anche prevedere la somministrazione di ansiolitici in grado di controllare l’ansia e dunque prevenire le extrasistoli.

    Nelle forme più impegnative, a giudizio del medico, pur trovandoci di fronte ad extrasistoli benigne, si potrà prevedere l’utilizzo di farmaci antiaritmici che riportano quasi sempre il tutto alla normalità. Spesso proprio la consapevolezza che di un fenomeno benigno si tratta, fa passare nel paziente la frequenza degli attacchi o lo abitua a conviverci, soprattutto quando le extrasistoli sono episodiche e di breve durata.