Esofago di Barrett: sintomi, diagnosi e cura

Esofago di Barrett: sintomi, diagnosi e cura
da in Disturbi
Ultimo aggiornamento:

    esofago di barrett sintomi diagnosi cura

    Esofago di Barrett: quali sono i sintomi, la diagnosi e la cura? L’esofago di Barrett consiste in una malattia in cui le cellule che si trovano nella parte interna dell’esofago inferiore vengono sostituite da cellule di un altro tipo, molto simili a quelle che rivestono la parete interna dello stomaco e del duodeno. Tutto avviene per un processo di sostituzione che è conosciuto con il nome scientifico di metaplasia. Il processo si sviluppa a causa dell’erosione dell’esofago dovuta ad un’infiammazione. A sua volta questa è determinata dall’esposizione ai succhi acidi dello stomaco e dell’intestino in seguito all’esofagite da reflusso.

    La malattia in se stessa è asintomatica, ma nel disturbo rientrano tutti i sintomi tipici del reflusso gastroesofageo:

    • dolore toracico nella regione sotto lo sterno;
    • tosse;
    • raucedine;
    • difficoltà nel deglutire;
    • bruciore di stomaco;
    • vomito;
    • feci nere.

    In generale la reale causa dell’esofago di Barrett non è nota: la patologia sarebbe una complicanza dell’esofagite da reflusso. Il corpo tenta di difendersi dall’erosione provocata dai succhi gastrici e per questo sostituisce le cellule con altre appositamente progettate per resistere ad una più intensa acidità.

    La diagnosi viene effettuata attraverso un test endoscopico che esamina le vie gastriche superiori.

    Si introduce attraverso la bocca un endoscopio che porta in cima una piccola telecamera. In questo modo il medico può visualizzare su uno schermo le cellule che rivestono le pareti dell’organo. Attraverso questa procedura si possono eseguire anche prelievi di tessuto per una successiva analisi.

    E’ il medico ad individuare la cura più adatta per la malattia, a seconda anche della sua gravità. Normalmente si sceglie di curare il reflusso gastroesofageo che sta alla base della patologia. In caso di elevata gravità si può ricorrere ai seguenti trattamenti:

    • intervento chirurgico – è l’intervento chirurgico tradizionale in anestesia totale, mediante il quale si rimuove la porzione di esofago interessata dalla malattia;
    • endoscopia – una tecnica meno invasiva, per rimuovere le cellule modificate;
    • ablazione a radiofrequenza – si tratta di utilizzare il calore ottenuto con le radiofrequenze per distruggere le cellule anomale;
    • terapia fotodinamica – al paziente viene iniettata una sostanza che rende le cellule anomale sensibili alla luce emessa da un laser.

    E’ importante prendere delle precauzioni, per non far aumentare la gravità della malattia, specialmente mantenendo il peso corporeo nei limiti, effettuando pasti contenuti e non abusando di alcol e fumo.

    534

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Disturbi
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI