Esami maturità: il sostegno dei genitori

Esami maturità: il sostegno dei genitori

Sono i giorni prima degli esami di maturità: ansie, paura, insonnia, attacchi di panico per i giovani alle prese con lo studio, ma mamma e papà possono offrire un valido sostegno pratico e psicologico

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    Sostegno dei genitori per la maturità

    Gli esami finali sono alle porte: notti insonni e crisi di panico aspettano molti ragazzi in vista delle prove scolastiche. La paura di fallire, l’ansia di non essere sufficientemente preparati, la voglia che tutto passi in fretta per godersi finalmente le meritate vacanze. La maturità è uno scoglio, grande o piccolo, che tutti i giovani studenti devono superare.

    E un aiuto lo possono e lo devono trovare nei genitori: “E’ importante che i ragazzi avvertano il sostegno dei genitori, che si sentano incoraggiati in un momento in cui, invece, sono stanchi e stressati” afferma Paola Vinciguerra, psicologa,psicoterapeuta, Presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico. Ma come sostenere i propri figli perché possano affrontare con serenità e senza stress gli esami di maturità e raccogliere i frutti dello studio di tutto l’anno? Ecco i cinque consigli della psicoterapeuta.

  • Niente ipercontrollo. “Hai studiato?“, “sei preparato?”, “mi raccomando, studia, perché all’esame manca poco”. Sono tutte domande incalzanti che è bene limitare, perché finiscono per aumentare la paura, nei ragazzi, di deludere le aspettative che i genitori hanno su di loro.
  • Sdrammatizzare. Non aumentiamo la portata simbolica della maturità. Se un evento è visto in modo quasi “epocale” aumenta anche l’ansia “da prestazione” con cui lo si affronta. Ricordiamo, invece, ai figli che tanti hanno già superato lo scoglio degli esami e sono sopravvissuti!
  • Un aiuto organizzativo.

    Mamma e papà possono rendersi utili in modo pratico, aiutando il giovane a stilare una scaletta del ripasso, in funzione dei punti deboli e del tempo a disposizione. “Utile per gli studenti sarà studiare con i compagni di scuola per ripetere ad alta voce, confrontarsi e, perché no, condividere ansie e paure” suggerisce la psicoterapeuta.

  • Sì allo svago. Una full immersion nei libri è controproducente: la mente ha infatti bisogno delle giuste pause per mantenere la lucidità e assimilare meglio le nozioni. “I genitori, quindi, devono ricordare al figlio di riposare qualche minuto dopo un’ora di studio e incoraggiate anche le uscite con gli amici, purché non sottraggano troppo tempo alla preparazione e al sonno” ricorda la Vinciguerra.
  • Niente ansia genitoriale. Per non trasmettere ansia ai figli, anche mamma e papà devono imparare a gestire le proprie preoccupazioni: “Non è il fallimento di un esame a determinare il fallimento della vita o a determinare le reali potenzialità di una persona” ricorda la dottoressa.
  • Immagine tratta da: Corriereuniv.it

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