Esame urine: ora esiste anche quello “casalingo”

Esame urine: ora esiste anche quello “casalingo”

Scoprire la presenza di eventuali infezioni urinarie con un semplice test da fare a casa: oggi si può e bastano cinque minuti, ma poi ovviamente bisogna parlare con il medico

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    Test urine

    Sono milioni e soprattutto donne le persone ogni anno alle prese con infezioni urinarie: per esempio, in gravidanza ogni donna è molto più esposta a questo tipo di problema, per vie dei cambiamenti del corpo (l’utero che preme sulla vescica per esempio), che favoriscono la comparsa di cistiti e in genere deve sottoporsi regolarmente all’analisi delle urine..

    Normalmente per l’esame delle urine ci si deve rivolgere a un laboratorio di analisi, ma oggi, esiste anche un test per l’autodiagnosi, venduto in farmacia, senza ricetta: un contenitore di plastica per la raccolta dell’urina e una “cartina” che, una volta immersa nel liquido, è in grado di rilevare, dopo 5 minuti, la presenza di batteri e di leucociti (segnalandoli con variazioni di colore), entrambi segni di una possibile infezione, ancora prima che se ne manifestino i sintomi.

    Il test “casalingo” serve, quindi, solo per la diagnosi delle infezioni delle vie urinare e può essere utile non solo in gravidanza, ma in tutte quelle situazioni in cui l’incidenza di questi disturbi aumenta: nelle donne sessualmente attive, dopo la menopausa, dopo interventi all’apparato urinario o ginecologico, nei diabetici, in chi è costretto a portare cateteri e, in generale, a chi è soggetto spesso a questo genere di infezioni.

    Attenzione però, dopo il test il risultato va naturalmente confrontato con il medico per un esame approfondito: solo successivamente sarà egli stesso a richiedere eventuali ulteriori esami più approfonditi (come l’urinocoltura, per individuare con precisione l’agente infettivo responsabile) oppure a prescrivere una cura all’infezione.

    Il test è affidabile? Secondo quanto dichiarato dai produttori, il 93,3% dei campioni risultati positivi a un’infezione sono stati confermati, così come il 78% di tutti i test risultati negativi (cioè senza l’infezione).

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