Ernia cervicale: sintomi, cause, cure e rimedi [FOTO]

Ernia cervicale: sintomi, cause, cure e rimedi [FOTO]
da in Colonna vertebrale, Ernia, Muscoli
Ultimo aggiornamento: Domenica 10/04/2016 08:20

    Ernia cervicale: vediamo quali sono i sintomi, le cause, le cure e i rimedi. La patologia consiste nella fuoriuscita di materiale dal nucleo di un disco intervertebrale situato nel tratto cervicale. E’ causata dallo schiacciamento dei dischi vertebrali della zona del collo. Questi ultimi agiscono come dei cuscinetti, che si posizionano tra le vertebre, per ridurre gli attriti e attutire i traumi. Per l’effetto naturale dell’età, per traumi violenti, per l’adozione di posture sbagliate, le vertebre possono avvicinarsi troppo e arrivano a schiacciarsi. In questo caso il disco subisce una compressione, fuoriesce dalla propria sede interna e va a comprimere il midollo e le strutture nervose presenti all’interno della colonna. Il risultato più immediato è un forte dolore, per il trattamento del quale ci si deve rivolgere all’osteopata.


    Non è opportuno trascurare i sintomi dell’ernia cervicale, perché la malattia potrebbe evolvere nel tempo e determinare un peggioramento delle condizioni. Nei casi più gravi si arriva a compromettere anche la deambulazione. Proprio per questo è opportuno, ai primi segnali, rivolgersi ad uno specialista, per ottenere una diagnosi precisa attraverso esami come l’elettromiografia, la risonanza magnetica e le radiografie del rachide cervicale. Attraverso questi strumenti si determinano la posizione e la gravità dell’ernia e si comprende come si deve intervenire.

    L’ernia cervicale non è affatto asintomatica, specialmente quando è bilaterale. I sintomi più comuni sono costituiti da una sensazione dolorosa, che coinvolge soprattutto i muscoli cervicali. Possono comparire i giramenti di testa e le vertigini, il mal di testa, la nausea o il vomito e il paziente soffre di una certa rigidità, che causa difficoltà nel ruotare la testa o nel guardare in alto. L’ernia cervicale può essere molto dolorosa e le attività quotidiane del paziente possono essere colpite in maniera grave.

    Sintomi secondari sono la debolezza muscolare del braccio, deficit motori, formicolio alle braccia e sensazione di “scosse elettriche”, percezione di “punture di spilli” a livello cervicale. Il tutto si può ripercuotere anche a livello neurologico, con disturbi visivi e comparsa di acufeni.


    Le cause dell’ernia cervicale vanno ricercate soprattutto in un sovraccarico muscolare che interessa il rachide cervicale. Alcune situazioni tipiche possono determinare il disturbo, che può essere la conseguenza di un forte colpo di frusta, quando i muscoli sono tesi in maniera forte e contratti. Una causa può essere costituita dai problemi mandibolari o di masticazione, nel caso si abbia una chiusura non corretta della bocca, che necessiti di un compenso da parte del collo per garantire la masticazione. In queste situazioni il tratto cervicale va incontro ad eccessive sollecitazioni.

    Oltre ai traumi, ci sono alcuni fattori di rischio che possono predisporre al problema. Basti pensare alla sedentarietà e ai lavori d’ufficio, che tendono a sovraccaricare i muscoli cervicali, perché spingono a mantenere a lungo determinate posizioni. Un’eccessiva sedentarietà porta anche ad un calo del tono muscolare generalizzato, determinando un sovraccarico sulle strutture vertebrali. Anche i problemi di ansia o di forte emotività possono compromettere i muscoli cervicali, soprattutto nella loro connessione con i ritmi della respirazione.


    Vediamo cosa fare. Il primo trattamento per rimediare soprattutto al dolore causato dall’ernia cervicale consiste nell’uso dei farmaci antinfiammatori. A chi rivolgersi? Sarà sicuramente il proprio medico di fiducia a stabilire il da farsi, magari consigliando il consulto di uno specialista. Esistono tante terapie per l’ernia cervicale, che devono escludere completamente il fai da te, per non rendere la situazione compromettente. Alcuni risultati, nei casi meno gravi, possono essere ottenuti attraverso l’agopuntura, gli ultrasuoni, la ionoforesi, la laserterapia e l’utilizzo di apparecchiature per l’elettrostimolazione.

    Particolarmente utili sono le sessioni di fisioterapia e chinesiterapia. Il paziente deve essere aiutato da un esperto mediante l’esecuzione di esercizi fisici da praticare in maniera regolare. Soprattutto sono utili i movimenti che rafforzano i muscoli della schiena e che favoriscono il mantenimento di posture corrette, anche nel senso della prevenzione.

    A volte si ricorre alla trazione cervicale, che ha lo scopo di determinare una distensione delle articolazioni tra una vertebra e l’altra, favorendo lo scarico dei dischi intervertebrali. Tutto viene compiuto attraverso un’azione di decompressione, che permette di lavorare anche sui problemi ossei e non soltanto su quelli muscolari. La trazione cervicale si può rivelare efficace, ma deve essere praticata con gradualità, per non irritare le strutture vertebrali. E’ meglio farla a giorni alterni, aumentando il tempo a poco a poco, fino ad arrivare a 10-15 minuti.

    Nel caso di un’ernia cervicale con sintomi gravi e non risolvibili in altro modo, è opportuno ricorrere al parere di un neurochirurgo, che può consigliare anche di sottoporsi all’operazione. Questa può essere eseguita con moderne tecniche microchirurgiche, che consentono interventi poco invasivi, attraverso l’uso di microscopi operatori. Il tipo di intervento da eseguire deve essere sempre valutato, tenendo conto della situazione del paziente. Generalmente si procede alla rimozione del disco interessato dall’ernia, per sostituirlo con una protesi in materiali biocompatibili.

    Un’altra tecnica utilizzata è la microdiscectomia: con il microscopio si interviene sull’ernia, eliminandola attraverso la sua divisione in frammenti.

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