Epistassi: cosa fare e non fare di fronte ad un’emorragia dal naso

Epistassi: cosa fare e non fare di fronte ad un’emorragia dal naso
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epistassi

Il termine scientifico è Epistassi, comunemente si chiama così la fuoriuscita di sangue dal naso; c’è da dire che si tratta di una manifestazione relativamente frequente soprattutto nei bambini, quasi sempre più suggestiva ed allarmante per i piccoli ed i loro genitori più che impegnativa da un punto di vista clinico; ciò non toglie comunque che, soprattutto quando il fenomeno si ripete nel tempo sarebbe opportuno che ad indagare sulle cause che l’hanno originata sia il medico, meglio ancora se specialista, senza per questo alimentare inutili ansie e paure; come si vedrà, molto spesso il problema è più semplice da risolversi di quanto si sia portati a credere.

Le cause dell’epistassi

Fra le cause più spesso imputate in un sanguinamento nasale, vanno ascritte le rotture di quei vasi posti in prossimità del setto cartilagineo del naso; tali rotture possono essere di diversa origine, nei bambini, ad esempio, quella traumatica è la più comune ma non mancano delle vere e proprie rotture che sorgono spontaneamente in risposta a situazioni contingenti sulle quali converrà approfondire, gli stessi sbalzi di temperatura a volte possono causare sanguinamenti, l’aria secca all’interno delle case allo stesso modo, comprese eventuali processi infiammatori per non contare che, a volte, pur se meno frequentemente, possono essere chiamate in causa altre situazioni patologiche quali, ad esempio, tumori, polipi nasali, crisi di natura ipertensiva, deficit della coagulazione in pazienti chiaramente predisposti, oppure alcune malattie infettive cui spesso vanno incontro anche i bambini quali, ad esempio, l’influenza, la pertosse, la sifilide, il lupus eritematoso, il morbillo, la varicella, la febbre tifoide, la mononucleosi infettiva, tanto per citarne alcune.

Anche taluni farmaci potrebbero avere effetti su un’epistassi, ovvero tutti quei presidi farmacologici che incidono sulla coagulazione del sangue, un esempio ci viene dall’aspirina, abbastanza nota per avere quest’azione, ancor di più l’eparina ed il dicumarolo. Da dire che, soprattutto nel caso dell’eparina che viene somministrata in talune importanti situazioni cliniche per le quali rappresenta un salvavita vero e proprio, a nessun paziente dovrà mai venire in mente di abbandonare la cura per via delle ripetute epistassi cui va incontro. Questa è una scelta che va riservata,eventualmente, nella maniera più assoluta, al medico! Anche alcuni antibiotici quali la penicillina e il dicumarolo possono avere un’azione, pur se meno importante, nel causare un’epistassi.

Nei bambini, infine, frequenti sono i sanguinamenti nasali dovuti a traumi o microtraumi che si producono ad esempio con le cadute o eventuali corpi ricevuti durante il gioco che possono persino giungere a vere e proprie fratture del setto nasale. Di fronte a queste forme “violente”, esistono abitudini più innocenti che possono però avere gli stessi effetti di quelli relativi ad una copiosa emorragia dal naso, ricordiamo infatti l’insana consuetudine di alcuni bimbi di mettere le dita nel naso, fatto che può determinare un’emorragia. In questo caso i genitori andranno esortati a scoraggiare nei piccoli questa abitudine e nel frattempo, andranno tagliate molto corte le unghie dei bambini, responsabili di infliggersi involontarie ferite.

Non certo meno importante ma ci si auspica per lo meno frequente il caso di coloro che fanno uso di cocaina che lamentano continue emorragie nasali.

Diagnosi ed esami clinici

L’otorinolaringoiatra chiamato ad esprimersi di fronte ad un’epistassi, sia che lo faccia d’urgenza, soprattutto in un Pronto Soccorso, sia che lo si consulti per una visita di controllo, procederà all’ispezione, mediante rinoscopia, della sede dell’emorragia controllando il rino-faringe, lo stesso cavo orale ed i seni paranasali, ciò per escludere eventuali cause che abbiano avuto un ruolo nell’emorragia, compresa l’eventualità di lesioni dopo un trauma e qui la raccomandazione varrà per i genitori; dopo una caduta o un qualsiasi infortunio occorso ad un bambino che abbia determinato un’epistassi, un’ispezione medica andrà fatta anche quando si sia arrestata l’emorragia, atteso che ogni trauma può avere conseguenze maggiori rispetto al sintomo epistassi lamentato.

Terapia e trattamento di un’epistassi

Ovvio che solo il medico sarà in grado non solo di predisporre un protocollo terapeutico di fronte ad un’epistassi prevedendo anche il ricorso a tutti quegli strumenti diagnostici atti ad escludere eventuali cause che abbiano avuto un ruolo nel sintomo.

In questa sede ci limiteremo a tracciare per via generale il trattamento di primo impiego da applicarsi di fronte ad una persona in preda ad un’emorragia nasale, tenuto conto che il più delle volte si tratta di manifestazioni facilmente risolvibili, a volte anche da sole. Da ricordare che nelle forme lievi una epistassi dura intorno ai 5 minuti, lo sanno bene coloro che ne soffrono sovente che sanno agire autonomamente per arrestare l’emorragia dal naso.

La prima cosa da farsi è la compressione delle pinne nasali, oppure utile può anche essere comprimere le narici contro il setto nasale senza esercitare un’eccessiva forza e l’emorragia si arresterà spontaneamente. Da non farsi, portare il capo indietro applicando magari il rimedio della nonna che consisteva nel riporre una monetina in fronte; oltre a non avere alcun senso, porta il paziente persino ad ingoiare il sangue che scende per gravità fino in gola. Utile invece porre del ghiaccio sulla parte alta del naso reclinando il capo; attenzione a non far scivolare in basso l’acqua discioltasi dal ghiaccio, mischiata al sangue da l’impressione che l’emorragia sia più consistente. Così come, dopo una copiosa emorragia, sarà immancabile aver ingerito del sangue; ritrovarlo nelle feci, per’altro digerito e scuro, è del tutto normale.

Quando possibile evitare di introdurre cotone emostatico all’interno del naso, ciò in quanto, una volta inzuppatosi diviene difficile da rimuovere e nel tentativo di farlo si può causare un ulteriore emorragia. Se invece l’epistassi diviene copiosa e difficilmente controllabile è opportuno recarsi presso un Pronto Soccorso non potendo essere più in grado di capire le motivazioni che stanno alla base della manifestazione clinica.

Mai tentare manovre per arrestare un’epistassi ritardando il ricorso ai medici quando ci si trova di fronte ad un’epistassi traumatica come potrebbe accadere nei confronti di un bambino infortunatosi o davanti a lesioni plurime. Ogni manovra d’emergenza andrà fatta solo in attesa di soccorsi qualificati dovendosi astenere da manovre impegnative che potrebbero aggravare la situazione; in ogni caso nel possibile il paziente andrà tranquillizzato. Da ricordare ancora che un’epistassi inarrestabile e prolungata richiede sempre l’intervento di un medico in una struttura attrezzata.

In alcuni anziani un’emorragia nasale è spesso un sintomo da valutarsi col proprio medico, ad esempio un’ipertensione non adeguatamente trattata, in questo caso, spesso l’epistassi se di modesta entità potrebbe rivelarsi addirittura un utile indizio da valutarsi con attenzione, al punto che il medico spesso preferisce durante un’epistassi misurare la pressione arteriosa del paziente aspettando prima di intervenire, proprio per evitare che la crisi ipertensiva vada a colpire un vaso posto in una posizione tale che la rottura possa essere più pericolosa per il paziente.

Quel che ancora occorre sapere

Concludiamo inserendo delle false credenze che spesso alimentano queste come tante altre manifestazioni cliniche, così ad esempio si scopre che molti sono convinti che l’emorragia dal naso presenti maggiore o minore importanza a seconda che a sanguinare sia una o entrambe le radici. E’ una credenza sbagliata, nulla cambia, in fatto di gravità, se a sanguinare sia una o tutte e due le narici.

Così come l’idea che un tampone debba essere lasciato a lungo e comunque oltre le 48 ore prescritte dai medici è sbagliato, potendo esso stesso diventare un ricettacolo di germi e dunque provocare infezioni alle vie nasali.

C’è addirittura chi pensa che un’epistassi possa non risolversi più. Sbagliato, l’evenienza di un’epistassi severissima è rara ma possibile, in questo caso il ricorso all’intervento chirurgico risolve la situazione.

L’idea che un’epistassi possa insorgere dopo un intenso sforzo fisico è invece sensata; diciamo che è rara ma non fino al punto che non possa verificarsi; il motivo è dovuto al fatto che dopo uno sforzo fisico aumenta la pressione arteriosa anche nei soggetti normotesi.

Così come soffiarsi il naso in maniera vigorosa può provocare un’epistassi ed infine, che tale sintomatologia sia ascrivibile ad un’anemia o ad uno stato di astenia non sempre è corretto, visto che i problemi potrebbero essere anche altrove, come abbiamo avuto modo di vedere.

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Mar 27/05/2008 da in

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Paolo 12 marzo 2010 13:32

Mia figlia ha appena avuto un’epistassi, i consigli mi hanno aiutato e tranquillizzato. Ad ogni modo andremo oggi stesso dal pediatra. Mille grazie all’estensore Giuliano!

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Mary 1 luglio 2011 11:00

Mi scusi,
se l’epistassi avvenisse di notte, io me ne accorgerei?

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