Epidurale: le mamme on line chiedono il nostro parere

Epidurale: le mamme on line chiedono il nostro parere

Le neomamme sono spesso spavenate di fronte alla possibilità di soffrire e di avere dei problemi durante il parto: inutile spiegare loro che non è lo stesso per tutte e chiedono, on line, di saperne di più sull'epidurale

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    Le mamme che si apprestano a partorire si trovano poi nella fase dilemmatica di dover decidere tra il parto normale e il parto con epidurale. Ne abbiamo parlato poco tempo fa sulle pagine di TantaSalute per rispondere alle domande delle mamme, che sempre più spesso nei forum on line si chiedono, e ci chiedono, come mai in Italia non si sia mai diffusa a macchia d’olio la cultura del parto indolore, mentre sia molto radicata la convinzione che per partorire si deve per forza dimostrare di soffrire.

    Questa regola che imita la cultura cristiana in realtà è una pura dietrologia, che maschera il timore, in passato fondato, ma ora non più, che l’epidurale potesse causare delle complicazioni e danneggiare il feto o meglio il nascituro.

    Sapendo invece che attualmente la situazione non è più quella degli anni ottanta, e che la medicina di passi, per fortuna, ne ha fatti tanti, la donna può contare su medici qualificati, che praticano in centri pubblici o privati questo genere di anestesia parziale, che serve a rendere insensibile parte del corpo, permettendo di avere uno stato di coscienza buono. I farmaci infatti sono somministrati all’altezza della colonna, nello spazio epidurale.

    Rispetto al passato il dosaggio del farmaco è ridotto, viene somministrato con un sottile sondino, posizionato dallo specialista in sede lombare con l’ago: la iniezione permette di immobilizzare la zona epidurale, aiutando le terminazioni midolari a sedarsi lentamente. Il poco farmaco usato è vantaggioso per la partoriente, perché elimina solo il dolore e non il bel momento del vivere il parto.

    Non si può mentire sul fatto che esistano o meno effetti collaterali: le donne lo sanno, esistono e vanno detti. Può accadere che l’iniezione non abbia la efficacia sperata, che il dolore non sia placato del tutto, che la dose sia sufficiente ma che l’organismo della madre manifesti dei problemi, ma in questo caso non si tratta di eventualità, bensì di errori dello staff, che hanno una incidenza molto bassa, fortunatamente, sulla media delle epidurali reali.

    Gli effetti collaterali sono stati rilevati in ambienti sanitari dove si pratica l’epidurale quotidianamente: per il feto consistono in brachicardia o meglio rallentamento del battito cardiaco del feto, meno forza uterina nelle contrazioni della mamma, che deve spingere di più, lenta progressione del feto nel canale del parto. Se questi problemi non si risolvono nel primo travaglio, in genere, si curerà l’ostetrica di usare la ventosa o il forcipe o di decidere per il taglio cesareo.

    Problemi gravi potrebbero verificarsi se la madre ha un abbassamento di pressione o una reazione allergica non prevista, infine possono accadere episodi di cefalea e di lombalgie. L’unico vero grave errore medico in passato registrato è relativo a iniezioni sbagliate, che colpiscono centri vitali, ma con le nuove tecniche la previsione dell’ago è ottima e la percentuale è rarissima.

    Non è detto che di fronte alla paura del parto la risposta sia necessariamente l’epidurale, che va scelta con la convinzione che sia la strada da percorrere come unica alternativa. Se invece l’alternativa del parto naturale, in acqua ad esempio, meno doloroso, in un centro specializzato, c’è, allora è bene cercare di informare le mamme, che siano consapevoli di ciò che scelgono.

    Gli psicologi sostengono che il distacco parziale fisico, senza dolore, non permette alla madre di riconoscere il parto, di renderla pienamente partecipe dell’evento e di dare lei la coscienza dell’importanza della sua azione. Sta di fatto che spetta alla donna scegliere come partorire, anche se questo può culturalmente significare la perdita di un percorso fatto. E’ vero, però, che l’epidurale serve se la gestante ha paura del parto, perché se la gestante non ha paura e il suo corpo non lo richiede, l’epidurale è una pratica che non serve.

    Fonte: Repubblica
    Foto: Google

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