Epidemie: le professioni più esposte al rischio

Epidemie: le professioni più esposte al rischio

Di tutte le professioni alcune sono più direttamente collegate con le malattie: ci sono professioni in cui è difficile frenare l'epidemia, il contagio, una volta che la malattia comincia a manifestarsi in qualche soggetto

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    Police Office

    Ci sono tante professioni al mondo, delle più disparate, alcune sono professioni salubri, altre meno, ma una curiosa ricerca, poco tempo fa, ha spiegato quali sono i lavori dove ci si scambia più batteri e microbi. I dati provengono dalla Università dell’Arizona, sono stati predisposti in una ricerca curata dal dott. Charles Gerba.

    I lavori che mettono le persone più a rischio di malattie, ed è bene saperlo, in questo periodaccio pre-influenzale, sono questi: al primo posto fare il professore, il maestro e l’estetista. Tre lavori che mettono a contatto diretto le persone e che non consentono di avere delle barriere fisiche come mascherine, vetri o stanze, per rimanere protetti.

    Immediatamente dopo si classificano gli impiegati di banca e i manutentori tecnici degli uffici e dei materiali tecnologici, che toccano, come abbiamo avuto modo di leggere nei giorni scorsi, degli oggetti che accolgono e nutrono i batteri e i virus.

    Si accodano i medici, gli infermieri, gli studiosi di laboratorio, che seppur vaccinati possono rischiare di contrarre le malattie più banali, per via del contatto con i microbi.

    Non si salvano nemmeno gli impiegati delle stazioni di comando delle forze dell’ordine, che sono a diretto contatto con la gente e i lavoratori che sono assunti in posti di lavoro nel settore della sanificazione. Infine, anche se sembra strano, alcuni rischi vi sono anche per i lavoratori dell’industria alimentare.

    In tutti questi casi, eccetto nei casi in cui il contagio avviene per contatto diretto tra persona sana e persona malata, è indispensabile il rispetto delle norme igieniche: quante volte vi sarà stato detto, in ufficio, di sistemare e ripulire la vostra postazione, non perché siete disordinati, ma proprio per evitare fenomeni di questo genere, indipendentemente dal fatto che ci sia una persona che si occupa delle pulizie in generale.

    In altri casi invece è noto che il datore di lavoro è tenuto a pubblicare le norme igienico sanitarie, e questo vale per chi si occupa di sanificazione, come per chi si occupa del settore alimentare: entrambi, ad esempio sono ambiti in cui il rispetto delle basilari norme consente di non incappare nella malattia.

    Molto spesso la malattia è frutto di una valutazione errata del rischio, o di una sottovalutazione del tipo di pericolo a cui ci si sottopone, specie nel mondo del lavoro, ecco perché è fondamentale non smettere mai di ricordare che la prima arma di difesa contro i virus e i batteri, contro le malattie e i disturbi, è la logica e la conoscenza che ciascun lavoratore porta con sè, trasmette e a sua volta impara dalla vita.

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