Epicondilite (gomito del tennista): sintomi, diagnosi, esercizi e cura [VIDEO]

Epicondilite (gomito del tennista): sintomi, diagnosi, esercizi e cura [VIDEO]

Gomito del tennista: rimedi utili

Se si soffre di gomito del tennista, in genere si prova, in prima istanza, a ricorrere a dei rimedi di automedicazione. Si usano antidolorifici da banco, si permette al braccio di riposare, si applica il ghiaccio sulla zona dolente. A volte queste strategie non riescono a far migliorare la situazione e, in certi casi, in presenza di sintomi particolari, è bene ricorrere al consulto del medico oppure recarsi al pronto soccorso. La visita assume il carattere di necessità in specifiche condizioni. E' importante farsi visitare se si ha la febbre, se non è possibile piegare il gomito, se quest'ultimo sembra deforme e se si sospetta la rottura di un osso. Nel corso della visita, in genere, si tende a sottoporre il soggetto a delle radiografie, per escludere che i sintomi siano dovuti ad una frattura.

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L’epicondilite o gomito del tennista è una forma di tendinite che interessa i tendini collegati con l’articolazione del gomito. L’infiammazione e il dolore colpiscono coloro che usano molto il braccio. Se il disturbo non viene curato, si può arrivare anche alla perdita della funzionalità e della mobilità, nel caso dell’epicondilite cronica. I sintomi consistono nel dolore e nella debolezza all’avambraccio. Si può rimediare con una cura, che consiste nel riposo, nella compressione e nell’applicazione del ghiaccio. C’è anche la possibilità di sottoporsi ad un intervento chirurgico. In ogni caso molto importanti sono gli esercizi che si devono eseguire.

I sintomi e la diagnosi

I sintomi dell’epicondilite comprendono un dolore progressivo che va dalla parte esterna del gomito fino all’avambraccio e al polso e allo stesso tempo una debolezza dell’avambraccio. La sensazione dolorosa aumenta quando si usa il polso o quando si usa la mano per fare presa su qualcosa. A poco a poco subentra anche l’incapacità di tenere degli oggetti in mano.

Per la diagnosi dell’epicondilite, il medico, oltre ad esaminare la struttura ossea e l’articolazione, fa delle domande che riguardano le situazioni quotidiane in cui si devono usare il polso e il braccio in generale, in modo che possa apprendere la sintomatologia connessa. Può essere necessario ricorrere anche ad una radiografia, per escludere che si tratti di una frattura.

La cura

La cura dell’epicondilite consiste essenzialmente nella protezione del gomito e nel riposo. Questo non vuol dire che questa parte del braccio non debba lavorare completamente. In molti casi, ad esempio, può essere importante indossare una fascia elastica, continuando a svolgere le attività.

Per far diminuire il gonfiore, è importante l’applicazione del ghiaccio e la guaina elastica serve anche per comprimere la zona interessata dal dolore. Si dovrebbe cercare di tenere il gomito al livello delle spalle.

C’è poi uno specifico tutore, che si può utilizzare per diminuire il sovraccarico del tendine e, quindi, il dolore. Si può trovare sollievo anche con gli antinfiammatori. Nei casi più gravi ci si deve sottoporre ad un intervento chirurgico. Si pratica un’incisione e il tendine infiammato viene ripulito oppure si stacca il tendine dall’osso, per poi riattaccarlo.

Gli esercizi

Molto importanti sono gli esercizi per l’epicondilite. Questi ultimi comprendono anche lo stretching dei muscoli estensori e flessori. Ci possiamo sedere su una sedia con il gomito appoggiato su un tavolo o sul bracciolo. Dobbiamo stendere il braccio con il palmo verso il basso, spingendo con l’altra mano il palmo stesso e piegando il polso, in modo da sentire la tensione sull’avambraccio. Bisogna ripetere questo tipo di esercizio due volte al giorno e poi anche con il palmo rivolto verso l’alto.

Per rafforzare i muscoli estensori del polso, bisogna tenere un peso nella mano con il palmo rivolto verso il basso e con il polso tenuto sul bordo del tavolo. Poi bisogna stendere il polso verso l’alto, tirando indietro la mano.

Per rafforzare i muscoli deviatori, si devono tenere il peso nella mano e il pollice rivolto verso l’alto, compiendo un movimento simile a quello che si esegue, quando si batte il chiodo con un martello.

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Gio 11/07/2013 da in

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