Epatite C: gli esami per riconoscerla e le cure con nuovi farmaci
In Italia circa 1 milione di persone soffre di epatite C, una patologia virale diffusa maggiormente fra gli ultrasessantacinquenni. Tra le domande più frequenti, che la popolazione si pone: quali sono i fattori di rischio maggiori? Sicuramente il maggiore fattore di rischio è il contagio attraverso sangue infetto, mentre il contagio per via sessuale è meno frequente. Occorre fare molta attenzione quando si eseguono trattamenti di bellezza, tatuaggi, piercing, e anche interventi presso i dentisti. Prima degli anni ‘90 il contagio attraverso sangue ed emoderivati era molto frequente, ma con i stretti controlli di oggi il rischio si è ridotto di molto.
Quali sono gli esami attraverso i quali è possibile fare una diagnosi e riconoscere l’infezione? Attraverso esami del sangue è possibile la ricerca degli anticorpi anti-HCV, con la quale sappiamo se siamo venuti a contatto con il virus; la ricerca del genotipo virale; conoscere i valori delle transaminasi (che in questo caso si innalzano); poi altri esami come l’ecografia e la biopsia epatica danno informazioni sulla patologia molto più dettagliatamente.
Per quanto riguarda la terapia: attualmente vengono utilizzati l’interferone e la ribavirina. Occorre, fare attenzione agli effetti collaterali di entrambi, sopratutto a livello del sistema nervoso centrale. E’ sconsigliata la terapia unica di ribavirina: l’effetto collaterale principale è l’anemia, e non meno importante per le donne in gravidanza, lo sviluppo anormale del feto.
Tra i nuovi farmaci attualmente disponibili: Albuferon, Eltrombopag, Telaprevir.
Il primo è un interferone alfa 2b fuso con albumina ricombinante. Il vantaggio di questo farmaco è di aumentare il tempo dell’interferone nella circolazione sistemica, quindi diminuire il numero di somministrazioni.
Il secondo farmaco aumenta il numero delle piastrine nel sangue dei malati di epatite C: vantaggio per i cirrotici dato il loro basso numero di piastrine.
Il terzo farmaco è specifico per il virus dell’epatite C in quanto inibisce l’enzima (proteasi) che il virus utilizza per riprodursi.
Dobbiamo avere fiducia nella ricerca per farmaci sempre migliori ed efficaci.
Immagine tratta da: ricercalazio.it



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