Endocardite batterica: sintomi, cause e rimedi

Endocardite batterica: sintomi, cause e rimedi
da in Batteri, Cuore, Infezioni
Ultimo aggiornamento: Domenica 24/01/2016 17:09

    Endocardite batterica

    L’endocardite batterica provoca diversi sintomi da poter sconfiggere grazie ad alcuni rimedi. Ma quali sono le cause di questa malattia? Nello specifico, l’endocardite batterica è un’infiammazione dell’endocardio: quest’ultima è la membrana che ricopre le cavità del cuore. L’infiammazione dell’endocardio e delle valvole cardiache può avere natura sia infettiva che reumatica. Questa malattia – che interessa, in special modo, il tessuto delle valvole del cuore – può provocare gravi disturbi cardiaci e conseguenze per la salute e si verifica quando i batteri entrano nella circolazione sanguigna, legandosi a una valvola cardiaca in condizioni anormali o a una parte danneggiata del rivestimento interno del cuore. Ma qual è la sintomatologia legata all’endocardite batterica? Quale il trattamento per sconfiggerla? Scopriamo di più in merito.


    I sintomi variano in base al tipo di endocardite, che può essere acuta o subacuta: quando, infatti, i batteri attaccano le valvole cardiache, possono verificarsi delle reazioni diverse. La forma acuta colpisce le valvole sane ed è la meno frequente: in questi casi, si manifestano febbre, brividi, edema polmonare acuto, insufficienza aortica acuta e ascessi multipli nei polmoni per embolia. La forma subacuta – detta anche “malattia di Osler” – è quella maggiormente diffusa e si tratta di un’infezione che attacca chi già soffre di danni alle valvole cardiache per via, ad esempio, di stenosi, insufficienza aortica, cardiopatia congenita o insufficienza mitralica: fanno la loro comparsa febbre, stanchezza, affaticamento, debolezza, malessere generale, mancanza di respiro, lesioni cutanee, colore anomalo delle urine, pallore del viso, rossore e macchie sulla pelle delle mani e dei piedi, cambiamento del ritmo cardiaco, gonfiore ai piedi e gambe, dimagrimento, sudorazione notturna ed eccessiva, dolori muscolari e articolari, splenomegalia – aumento di volume della milza – e segni cutanei porpora sui polpastrelli delle dita di mani e piedi. Possono, inoltre, verificarsi delle complicazioni sia cerebrali che vascolari e renali.


    Le cause dell’endocardite batterica sono imputabili a batteri e funghi quali, solitamente, stafilococchi, streptococchi, germi gram-negativi e candida albicans: quando questi germi passano nella circolazione sanguigna, si manifesta l’attacco dei microrganismi sulle valvole cardiache. Nei soggetti che hanno un’età superiore ai 50 anni, il focolaio infettivo potrebbe essere a livello digestivo: in questo caso, potrebbe essere presente un tumore al colon. Un’altra causa potrebbe essere un’infezione venosa, spesso comune nei tossicodipendenti che assumono droghe proprio per via endovenosa. L’endocardite batterica è la più pericolosa, in quanto l’attacco dei batteri provoca dei danni non indifferenti a livello tessutale: le valvole possono, infatti, danneggiarsi, ulcerarsi o, addirittura, distruggersi. Fattori di rischio sono, poi, anche interventi dentistici, valvole indebolite e soffi al cuore.


    I sintomi di un problema al cuore non vanno mai ignorati: alla loro comparsa, è bene rivolgersi al medico che – attraverso la descrizione della sintomatologia e alcuni esami, tra cui l’ecografia bidimensionale, l’ecocardiografia e le analisi del sangue – effettuerà una corretta diagnosi e stabilirà la terapia più adatta per la guarigione. Trattandosi di una malattia grave, sono diverse le complicazioni cardiache e non che comporta: per queste ragioni, è importante intervenire il prima possibile per evitare il manifestarsi di ictus, aritmie, ascessi cerebrali, danni al cervello, occhi, polmoni, reni, milza, fegato, intestino e giungere alla morte. La cura si basa su antibiotici attivi sul germe isolato con emocoltura: questi farmaci andranno somministrati per via endovenosa, in forti dosi, per almeno 4-6 settimane. A volte, potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico per riparare o sostituire la valvola danneggiata con una protesi: questa procedura si rende necessaria in caso di aggravamento della patologia e se la terapia antibiotica non ha sortito effetti contro l’infezione. Infine, è possibile fare prevenzioneci sono vari modi per proteggere il cuore – in special modo nei soggetti cardiopatici: occorrerà, infatti, seguire una terapia antibiotica ogniqualvolta verranno effettuate procedure a rischio, come tonsillectomie, delle semplici estrazioni o devitalizzazioni dentarie o chirurgia ed endoscopia bronchiali, urologiche, ginecologiche e digestive.

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