Emulsionanti alimentari: quali sono e quali fanno male

Emulsionanti alimentari: quali sono e quali fanno male
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    Emulsionanti alimentari: quali sono e quali fanno male? Si tratta di sostanze che fanno parte del gruppo degli additivi alimentari. Vengono indicati dalle sigle che vanno da E400 ad E499. Vengono impiegati dall’industria del cibo, perché riescono a stabilizzare nel tempo un’emulsione, impedendo che le sue componenti si separino. Un’emulsione, infatti, tende ad avere una durata breve, perché le parti di cui si compone, dopo un certo tempo, si separano. Per dare stabilità alle preparazioni alimentari e per fare in modo che tutti gli ingredienti riescano a restare legati, si usano queste sostanze che impediscono il deterioramento del cibo. Ma sono veramente così sicuri? Non tutte le evidenze scientifiche sono confermate, quindi è sempre meglio fare attenzione.

    Sono molte le applicazioni comuni degli emulsionanti a livello alimentare. Essi, per esempio, vengono impiegati per fare il pane. Sono indispensabili, perché altrimenti questo alimento risulterebbe secco e diventerebbe facilmente raffermo. Gli emulsionanti aggiunti alla pasta rendono il pane più soffice, più voluminoso e ne garantiscono la conservazione. Per il pane si utilizzano soprattutto i fortificanti per la pasta come l’E472e, l’E481, l’E482, oppure gli ammorbidenti per l’impasto, come l’E471.

    Gli emulsionanti vengono utilizzati anche nel settore della lavorazione delle carni. Hanno un ruolo di importante rilievo nella preparazione delle salsicce, composte da proteine, grassi ed acqua. In queste preparazioni gli emulsionanti fungono da stabilizzanti e distribuiscono il grasso in modo uniforme. Inoltre questi additivi vengono impiegati anche nei prodotti a base di carne magra, per renderli più gustosi. Si utilizzano soprattutto nelle lavorazioni delle carni l’E471 e l’E472c.

    Gli emulsionanti vengono aggiunti anche nella lavorazione del gelato, soprattutto nel processo di congelamento, per dare al prodotto una struttura più omogenea e non farlo sciogliere completamente. La stessa funzione hanno queste sostanze utilizzate nei frullati con latte, yogurt e sorbetti. I più utilizzati sono l’E471, l’E432 e l’E436. Nella margarina, per garantire una dispersione uniforme delle goccioline d’acqua nella fase oleosa, è molto utilizzato l’E471.

    I prodotti a base di cioccolato contengono spesso l’E442. E’ una sostanza che consente di modellare il cioccolato in varie forme. Inoltre l’E492 impedisce al prodotto di diventare opaco in superficie, se viene conservato a temperature alte.

    Come tutti gli additivi alimentari, l’impiego degli emulsionanti è regolamentato da una legislazione molto precisa nell’ambito dell’Unione Europea, in nome della sicurezza. Non soltanto vengono stabilite per legge le quantità da utilizzare, ma viene prescritto che l’uso di queste sostanze debba essere dichiarato sulla confezione, con la specificazione del loro nome e della loro sigla. Generalmente vengono considerati sicuri, se vengono rispettate le dosi di utilizzo negli alimenti. Soltanto se assunti in dosi elevate e mediante una somministrazione prolungata, in soggetti particolarmente sensibili, possono determinare allergie o disturbi che coinvolgono l’apparato gastroenterico.

    Uno degli emulsionanti su cui si hanno maggiori incertezze è rappresentato dalla carragenina (E407). Questa sostanza è utilizzata come addensante in vari prodotti cremosi, come budini, gelati e formaggi spalmabili. E’ considerata sicura negli Stati Uniti, ma questa posizione ha cominciato ad essere messa in dubbio dal Cornucopia Institute. Esso ha messo in evidenza come la carragenina, oltre a provocare problemi gastrointestinali di lieve entità, potrebbe causare anche danni permanenti all’apparato digerente. Questo additivo potrebbe determinare gonfiore addominale, mal di stomaco e problemi digestivi cronici.

    Il tutto sarebbe legato alle sostanze chimiche potenzialmente nocive che verrebbero fuori nel processo di lavorazione delle alghe, da cui l’additivo viene ricavato. In base alla tesi del Cornucopia Institute, la carragenina potrebbe essere responsabile di alcuni disturbi digestivi, che non risultano spiegabili e rapportabili ad altre cause. Ecco perché gli esperti suggeriscono di eliminare dalla propria dieta, almeno per un periodo, i prodotti che contengono questo additivo, per riscontrare eventuali miglioramenti nel proprio stato di salute.

    La gomma arabica, detta anche gomma d’acacia e indicata con la sigla E414, si ricava dalla sostanza gommosa dell’Acacia Senegal, una pianta originaria del Sudan. Viene estratta in perle di colore biancastro, che poi vengono sottoposte ad un processo di macinazione. Nell’industria del cibo viene usata come addensante e stabilizzante oppure trova applicazione come supporto per altri additivi alimentari. Si usa in varie preparazioni, dai dolci ai budini, dalle caramelle alle gomme da masticare, dai gelati ai sorbetti. Secondo gli studi che sono stati compiuti sulla sostanza, essa può essere ritenuta sicura dal punto di vista tossicologico. Non bisogna, però, esagerare con il suo consumo, perché alte dosi potrebbero causare reazioni allergiche, flatulenza e gonfiore.

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