Emozioni: quando la superstizione aiuta a vivere

Nei momenti di crisi avere dei portafortuna puo' essere d'aiuto, specialmente quando la ritualita' aiuta a mantenere un po' di equilibrio, ma se l'autoconvincimento porta alla falsa credenza e' bene intervenire

da , il

    Cornetto

    Sarebbe interessante provare a vedere se e’ proprio come dicono: provare cioe’ a vivere per una settimana cercando di interpretare i fatti della vita mettendoci un po’ di superstizione. Quindi evitare i gatti, specie quando sono neri, cercare di infilarsi nelle tasche amuleti e portafortuna di vario genere, andare in chiesa per segnarsi la croce con l’acquasanta, scendere dal letto solo con il piede destro, evitare scale, scalini, scale pensili e terrazzini, nonche’ cercare di chiamare sempre un uomo al telefono al mattino e mai la vostra segretaria.

    Perche’ questa complicazione? Semplicemente detto: una settimana cosi’ servirebbe per vedere se davvero ci si sente meglio e piu’ coraggiosi o se invece la superstizione e’ un rimedio per proteggersi dalla paura del futuro.

    Secondo una recente ricerca in fatto di comportamento e di terapie sarebbero proprio le persone piu’ stressate e meno sicure di se’ ad avere tanto bisogno di crearsi un mondo surreale, di superstizioni e false credenze, per stare piu’ tranquilli. Piu’ lo stress e lo stato di esaurimento aumentano, piu’ c’e’ bisogno di fidarsi di qualcuno o di qualcosa, in questo senso allora vanno le superstizioni e i falsi riti.

    Piu’ si sta male, piu’ si comincia a fare “la danza della pioggia” e piu’ si danza, piu’ si ha bisogno di danzare. La prova l’ha data uno studio statunitense, con la guida di Adam Galinsky, della Northwestern University di Evanston, nell’Illinois, e da Jennifer Whitson, dell’ateneo del Texas, ad Austin.

    Se nella propria vita non si sa piu’ come fare per riuscire a prendere delle decisioni vincen ti, e’ molto probabile che si cerchi di trovare risposte nella fortuna, ed e’ altrettanto probabile che la fortuna non sia in grado di dare puntualmente le risposte che servono. Eppure, chi e’ superstizioso, non capisce che intorno a se’ si sta creando un circolo vizioso di “magia bianca” che servira’ solo ad autoconvincere il malato della sua capacita’ di gestirsi l’esistenza.

    L’insicurezza, il dolore, le perdite improvvise, la mancanza di fiducia nel futuro, sono tutte possibili cause dello sviluppo di una mente bisognosa di costruzioni, bisognosa di ordine e di rigore, ma incapace di gestire le emozioni.

    Ecco allora che la scala, il gatto, l’amuleto, possono essere perfetti palliativi per raccontarsi una realta’ diversa da quella che si vive, magari arrivando a crederci davvero.

    Foto da Fotobucket