Emicrania vestibolare: sintomi, cause e diagnosi

L’emicrania vestibolare è una sindrome scatenata dall'emicrania, che si manifesta con attacchi di vertigine e capogiri. Non è pericolosa per la salute ma può essere un disturbo molto fastidioso e in grado di agire negativamente sulla quotidianità di chi ne soffre. Ancora oggi le cause non sono note, comunque essere trattata con dei farmaci e uno stile di vita senza eccessi.

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    Emicrania vestibolare sintomi cause e diagnosi

    Quali sono i sintomi, le cause e la diagnosi dell’emicrania vestibolare? L’emicrania vestibolare è un problema del sistema nervoso che provoca ripetuti capogiri e vertigini, spesso associati ai classici sintomi del mal di testa. Tale patologia, tuttavia, è stata accettata dalla comunità scientifica internazionale solo da poco. La sua incidenza è piuttosto alta e infatti coinvolge il 20-30% della popolazione mondiale, di cui la maggior parte sono di sesso femminile.

    Sintomi più frequenti

    Per emicrania vestibolare s’intende la presenza di disturbi dell’equilibrio determinati dall’emicrania stessa. L’ipotesi più verosimile prevede che la sofferenza emicranica coinvolga le strutture vestibolari deputate al controllo dell’equilibrio, determinandone una sofferenza e quindi la sintomatologia.

    I sintomi dell’emicrania vestibolare sono particolarmente variabili, sia per l’intensità che per la durata, da persona a persona. Possono presentarsi isolatamente oppure associati tra di loro. Alla variabilità dei sintomi fa riscontro un’altrettanta variabilità della loro durata: possono infatti manifestarsi soltanto per pochi secondi o persistere per ore, se non addirittura giorni.

    Non è raro che il mal di testa e i disturbi dell’equilibrio si manifestino contemporaneamente o a breve distanza di tempo l’uno dall’altro, ma, generalmente, i disturbi dell’equilibrio sostituiscono completamente la cefalea, definendo la poco citata vertigine emicranica equivalente.

    L’emicrania vestibolare , se presente è tipo pulsante, ma può presentare anche altre manifestazioni, di cui le principali e più riscontrate sono:

    • mal di testa monolaterale
    • nausea e vomito
    • stanchezza
    • fotosensibilità
    • allucinazioni
    • vertigini, stordimento o svenimento
    • diminuzione dell’udito, ovattamento e ronzii
    • coscienza ridotta

    Possibili cause

    Da sempre, le cause dell’emicrania vestibolare sono state associate a malattie connesse all’orecchio, come la labirintite e la malattia di Menière, in quanto è l’organo deputato all’equilibrio. Tuttavia, un recente studio apparso su Neurology ha osservato che nel corso di un attacco acuto di mal di testa si attivano i neuroni del talamo, una struttura del sistema nervoso centrale deputata, tra le altre funzioni, a quella motoria.

    Questo fa sì che i soggetti predisposti all’emicrania non solo soffrano del disturbo perchè stimolati da fattori genetici e ambientali, ma anche a causa del precedente attacco di emicrania, che attiva delle regioni nervose in grado di provocare le vertigini.

    Come viene fatta la diagnosi

    Per formulare la diagnosi di vertigine emicranica sono stati redatti da poco dei requisiti diagnostici, in cui è necessario rientrare per far sì che il disturbo venga clinicamente accertato come tale. I criteri definiscono un soggetto affetto da emicrania vestibolare se:

    1. ha avuto almeno 5 episodi di vertigine e/o disequilibrio, della durata compresa fra 5 minuti e 72 ore, di entità moderata o severa tale da interferire con le normali attività quotidiane
    2. ha la diagnosi di emicrania secondo i criteri ICHD
    3. presenta una cefalea con dolore monolaterale e pulsante, di intensità moderata o severa, che venga aggravata dall’attività quotidiana
    4. soffre anche di fotofobia o fonofobia o aura visiva, in almeno il 50% degli attacchi
    5. non ha alcuna patologia vestibolare nota

    Per una corretta valutazione del medico, il soggetto che soffre di emicrania vestibolare dovrà sottoporsi ad una dettagliata anamnesi, per indagare meglio la familiarità e lo stile di vita, allo studio della funzione vestibolo-oculomotoria, ovvero di quella funzione responsabile delle vertigini, ma anche all’osservazione della funzione vestibolo-spinale, per valutare il livello di disequilibrio, e ad un esame audiometrico.

    Cure farmacologiche

    La terapia per l’emicrania vestibolare richiede un approccio multidisciplinare. Il passo principale è quello di identificare l’origine specifica del problema ed evitarla. La terapia si avvale generalmente della somministrazione di farmaci per la prevenzione dell’emicrania, dell’osservazione di alcune norme dietetiche e, in casi particolari, della rieducazione vestibolare.

    Farmaci

    Tra i farmaci utili per agire sull’emicrania vestibolare ci sono il Propranololo, il Metoprololo, la Flunarizina, l’Amitriptilina, il Valproato di Sodio e il Topiramato. La cura farmacologica è indicata quando la frequenza media degli attacchi di emicrania vestibolare risulta superiore alle 4-5 al mese.

    Il trattamento acuto del problema, invece, si fonda sull’impiego dei FANS, degli ergotaminici e dei triptani. Ma può essere indicata anche una preparazione orale e rettale che associa Indometacina, Caffeina e Proclorperazina.

    Alimentazione

    In genere, quando si soffre di emicrania può essere utile controllare il tipo di alimentazione seguita, poiché alcuni cibi risultano fattori scatenanti negli attacchi di mal di testa. ciò accade anche per l’emicrania vestibolare. Ecco una tabella riassuntiva.

    Cosa mangiareCosa non mangiare
    Cereali integraliAlcolici
    AcquaVino rosso
    Verdura fresca di stagioneFormaggi e latticini
    Frutta frescaFrutta secca
    QuinoaCibo cinese

    Rieducazione vestibolare

    La rieducazione vestibolare è una terapia funzionale dei disturbi dell’equilibrio. La strategia rieducativa tende a riprogrammare la funzione partendo dall’individuazione delle cause soggettive che causano il problema. La terapia rieducativa va iniziata appena possibile e richiede la partecipazione attiva del paziente che deve imparare di nuovi alcuni meccanismi cerebrali di apprendimento, memorizzazione e riprogrammazione di funzioni complesse.

    Si tratta di sedute di durata di 30-45 minuti in cui vengono eseguiti esercizi mirati al caso specifico. Le sedute si ripetono con cadenza settimanale, per un totale di 5 sedute per ogni ciclo. La regolarità e la costanza nell’effettuare il programma terapeutico garantiscono i migliori risultati