Emicrania: uno strumento per sconfiggerla

Depressione ed emicrania, due facce, a volte, della stessa medaglia l’una associata all’altra, al punto che qualche molecola farmacologica funziona sia nell’una che nell’altra patologia, persino il TMS ( transcranial magnetic stimulation ) tramite un apparecchietto in grado di rilasciare impulsi contro l’emicrania ed in grado di spegnere il sintomo doloroso dell’emicrania stessa,come dimostra un lungo e particolareggiato studio americano.
Tale studio è stato pubblicato su Lancet Neurology da Richard Lipton dell’Albert Einstein College di New York, uno dei principali esperti di cefalee d’oltreoceano ma oggi lo studioso ha apportato un ulteriore novità, ovvero, la previsione di una produzione dell’apparecchio in versione tascabile: Il nuovo modello, un cubetto con due manici laterali da afferrare per appoggiarselo dietro la nuca, consentirebbe ai pazienti di autosomministrarsi il trattamento quando sopraggiunge un attacco.
Nello studio si è visto che sottoponendo 164 emicranici all’utilizzo dell’apparecchietto gli episodi associati all’emicrania sono diminuiti del 39% entro due ore dal trattamento e ciò grazie alla funzione dimostrata dagli impulsi elettromagnetici in grado di bloccare l’onda di propagazione causa di emicrania. Ma perché a volte le terapie contro l’emicrania coincidono con le cure per la depressione? Perché, quasi per caso, ricercatori italiani dimostrarono qualche anno fa che la cura per l’emicrania in soggetti depressi aveva curato anche la stessa depressione se il trattamento era associato all’utilizzo di uno strumento utile in grado di inviare impulsi.
La tappa successiva volta alla terapia dell’emicrania mediante ricorso all’apparecchietto ha visto trasformare lo strumento da ingombrante e poco pratico dispositivo quale era fino a ieri, a piccolo e per nulla ingombrante sistema oggi utilizzato da medici ma presto di uso comune dei pazienti, solo nel caso in cui però si riuscisse a dosare al meglio l’emissione di impulsi magnetici, ciò in quanto, se tali impulsi venissero irradiati senza discernimento diverrebbero fonte di effetti sicuramente avversi per l’organismo, a volte anche gravi.



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