Eluana Englaro non poteva risvegliarsi, questo l’esito degli esami!

Eluana Englaro non poteva risvegliarsi, questo l’esito degli esami!

Anche il premier Silvio Berlusconi parve interessarsi alla vicenda, ma una cosa parrebbe dunque certa, Eluana era lì, amabilmente curata dalle suore prima e soltanto dai medici, dopo, dimostrando con questi ultimi esami che “lei” c’era lì, con quel suo corpo in parte sereno in parte martoriato, ma in effetti non c’era più da quindici anni, non potendo più percepire nulla, né una sensazione tattile, né un’ombra, né una presenza…

da in Malattie, Primo Piano, Salute Donna, sistema-nervoso-centrale
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    Eluana Englaro

    Sono arrivati i tristi risultati della perizia eseguita sul corpo di Eluana Englaro a cinque mesi dalla morte; a fornire i risultati i neurologi incaricati del caso, prof. Roberto Tagliavini, primario al Carlo Besta di Milano e Raffaele De Caro, docente all’Università di Padova; i periti di parte, Stefano Pizzolitto e Felice Giangaspero; cui si aggiungono gli esperti della Procura friulana guidati da Carlo Moreschi; i risultati sono impietosi… Eluana non poteva più risvegliarsi! Alla luce di quello che è poi stato il triste epilogo della questione sapere che Eluana si sarebbe potuta un giorno risvegliare sarebbe stato ancora più drammatico e tragico, una amarissima beffa per coloro, a cominciare dal padre, che hanno voluto mettere la parola fine alla vita “vegetale” di quel corpo di donna diventata tale senza neanche accorgersene e che invece, a parere della scienza, quei 17 anni di stato vegetativo permanente dopo il gravissimo incidente occorsole nell’ormai lontano gennaio 1992, non sono serviti a nulla ai fini di quell’agognato risveglio che tutti si sarebbero auspicati.

    Secondo gli specialisti che hanno seguito gli ultimi rilievi e che hanno consegnato la perizia al Procuratore Capo Antonio Biancardi,”I danni neuropatologici osservati sono morfologicamente irreversibili“, un cervello irrimediabilmente compromesso che non poteva più assolutamente svegliarsi, almeno allo stato delle conoscenze cui oggi l’umanità dispone.

    Certo il caso divise l’Italia, per non dire che testimonianze giunsero anche da altri Stati europei e persino da parte di tanti americani che chiedevano a gran voce che non si ripetesse un altro caso Terry Schiavo, la giovane donna nelle stesse condizioni della Englaro e morta un paio di anni fa con la stessa metodica applicata alla degente italiana. Furono in molti a dichiararsi contrari all’ultima pratica che di fatto condusse a morte Eluana, giuristi, sacerdoti, scienziati, politici, medici, laici e cattolici si divisero e si appassionarono attorno a questo caso, discutendo soprattutto la metodica applicata per porre fine all’esistenza della povera ragazza.

    Anche il premier Silvio Berlusconi parve interessarsi alla vicenda, ma una cosa parrebbe dunque certa, Eluana era lì, amabilmente curata dalle suore prima e soltanto dai medici, dopo, dimostrando con questi ultimi esami che “lei” c’era lì, con quel suo corpo in parte sereno in parte martoriato, ma in effetti non c’era più da quindici anni, non potendo più percepire nulla, né una sensazione tattile, né un’ombra, né una presenza…. Niente! Cercare invece di rispondere alla domanda più amara che si potesse porre alla scienza è praticamente impossibile, ovvero, ci si chiese durante tutto il calvario degli ultimi giorni in particolare, in cui piombò Eluana, se avesse la donna potuto mai vedere o meno la luce in fondo al tunnel un “privilegio” questo che sarebbe dato, almeno da quanto si dice, a persone che in punto di morte trapassino “normalmente” fra la linea di confine esigua rimasta fra la vita e la morte.

    Il fatto stesso che Eluana potesse ancora deglutire ha rappresentato in qualche misura il vero pomo della discordia che ha contrapposto, in uno scontro a volte durissimo, i pareri di scienziati diversi creando fratture all’interno degli stessi medici che a diverso titolo avevano avuto in cura e seguito l’iter di Eluana.

    Si arrivò a chiamare persino “boia” l’anestesista che staccò il sondino perchè con quel suo gesto era stato accusato di “uccidere una persona cosciente, che poteva riaprire gli occhi da un momento all’altro”. Stessa sorte capitata al padre di Eluana, Beppino Englaro, che si ritrovò dinnanzi a lui enormi striscioni dove campeggiava a caratteri cubitali la parola “ Assassino”. Ma non finì qui, la politica si mise in mezzo al caso, fra coloro che ritenevano indispensabile staccare il flebile filo conduttore che ancora teneva in vita Eluana, si frapposero altri che, in parte incoraggiati da medici specialisti come il neurologo Gianluigi Gigli che parlò di “persona dal corpo resistente, che non ha mai avuto bisogno di farmaci particolari”, anche se pare non avesse mai visitato la paziente, altrimenti avrebbe saputo che cure particolari Eluana ne faceva eccome, si aggiunsero i pareri di un altro medico, quale il dottore Giuliano Dolce, che sostenne che “alcune funzioni restavano, in particolare la deglutizione”.

    Addirittura in un afflato di emozione il premier Berlusconi arrivò a sostenere che Eluana poteva “generare un figlio, in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto”. Il ministro Angelino Alfano dichiarò che era “morta per sentenza“, perché quella donna in fondo stava bene.

    Ma oggi, di fronte alla sentenza incontrovertibile dei medici che hanno esaminato non solo il corpo ma soprattutto il cervello, post mortem della donna, parrebbero non esserci più dubbi, quando si giunge a sostenere che i danni irreversibili di Eluana erano perfettamente in linea con lo stato vegetativo della donna e tale sarebbe di fatto rimasto dalla data dell’incidente a quella in cui si è posta la parola fine alla sua precaria vita, anche quando Eluana riprese a respirare senza le macchine. Una coerenza dello stato clinico della ragazza testimoniato dalle carte che formano l’intero fascicolo di Eluana che parlano di “ un corpo vuoto, una prigione, che costrinse in un letto di ospedale la giovane donna , con un sondino nello stomaco, immobile come un vegetale …..e che come disse fino all’esasperazione il padre quando sostenne che la figlia avesse richiesto a lui…. “Papà, promettimi che se capitasse a me, tu mi libererai“.

    Una cosa oggi è certa, di fronte alla consapevolezza che il corpo di Eluana giace per sempre in pace al Cimitero di Palluzza…. un pensiero torna alla mente, la consapevolezza che non a tutte le domande che poniamo alla scienza esista una risposta e questo è l’insegnamento più grande che Eluana è stata in grado di darci!

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