Eiaculazione precoce: cause, sintomi, rimedi e cura

L’eiaculazione precoce è un disturbo dell’apparato genitale maschile, più diffuso di quanto si pensi. I sintomi e le cause possono essere diverse, in special modo queste ultime possono essere di natura psicologica o organica. Come curare e combattere l’eiaculazione precoce, con esattezza? Scopriamo rimedi e cura.

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    Eiaculazione precoce uomo

    Quali sono i sintomi, le cause, i rimedi e la cura per l’eiaculazione precoce? Come suggerisce il nome, l’eiaculazione precoce consiste in una prematura emissione di sperma: subito dopo una minima stimolazione sessuale o, comunque, prima, durante o poco dopo la penetrazione. In linea generale, per parlare di eiaculazione precoce, il disturbo deve provocare difficoltà relazionali e un certo disagio. Ma cos’è l’eiaculazione precoce, nel dettaglio? Qual è la sintomatologia? Come curare e combattere l’eiaculazione precoce? Scopriamo di più su questa problematica dell’apparato genitale maschile.

    Cos’è

    Cos’è l’eiaculazione precoce? Qual è il significato? L’eiaculazione precoce consiste in una emissione prematura di sperma e ciò può avvenire sia in modo occasionale che persistente: magari, in seguito ad una stimolazione sessuale minima, oppure prima, durante o poco la penetrazione.

    Generalmente, per parlare di eiaculazione precoce, l’anomalia deve provocare delle difficoltà relazionali e un notevole disagio: l’uomo conclude l’atto sessuale troppo presto, negando il raggiungimento del piacere alla partner.

    L’eiaculazione precoce è considerata la più comune tra le disfunzioni sessuali maschili: a soffrirne è, infatti, circa il 25-40 per cento degli uomini per cui, in poche parole, è un uomo su tre a soffrirne.

    I sintomi

    I sintomi dell’eiaculazione precoce sono abbastanza caratteristici, sebbene si tratti di un disturbo complesso da poter definire in termini corretti: non esiste, infatti, un criterio preciso o una sintomatologia esatta per definire, con precisione, questa condizione, in quanto non c’è un tempo che stabilisca la durata dell’uomo, durante un rapporto sessuale. In poche parole, dunque, è chiaro come questo fenomeno si manifesti, ma non lo è altrettanto il momento esatto in cui si può parlare, clinicamente, di precocità eiaculatoria.

    Alcuni uomini riescono a ritardare l’eiaculazione con il passare del tempo e l’instaurazione di un rapporto stabile, oltre che di una maggiore conoscenza del proprio corpo; questi possono, però, manifestare nuovamente i sintomi in momenti improvvisi o con una nuova compagna.

    L’eiaculazione precoce è, ancora oggi, oggetto di studio ma, in linea generale, si parla di eiaculazione precoce lieve, quando questa avviene entro 10 movimenti coitali o entro 2 minuti dalla penetrazione; di eiaculazione precoce media, quando questa si presenta entro 8 movimenti coitali o prima di 30 secondi dall’inizio della penetrazione e, infine, di eiaculazione precoce grave quando l’uomo eiacula prima della penetrazione, dopo 3 spinte o prima di 15 secondi dall’inizio della penetrazione.

    Vanno, dunque, tenuti in considerazione alcuni aspetti, ovvero il momento di insorgenza del disturbo, la situazione in cui questo si manifesta e le tempistiche di precocità eiaculatoria.

    Le cause

    Le cause della eiaculazione precoce possono essere diverse ma, nella maggior parte dei casi, si tratta di cause psicologiche. Tendenzialmente, vanno considerati, quindi, i seguenti fattori:

    • Inesperienza sessuale;
    • Stress cronico;
    • Ansia da prestazione;
    • Stanchezza;
    • Depressione;
    • Anomalie anatomiche del frenulo;
    • Uretrite;
    • Vescicolite;
    • Sclerosi multipla;
    • Ipertiroidismo;
    • Infiammazioni;
    • Prostatite;
    • Disfunzione erettile;
    • Tumori midollari;
    • Abuso di farmaci, droghe e alcol;
    • Anedonia, cioè l’assenza di piacere;
    • Anorgasmia, l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo;
    • Difficoltà nel raggiungere o mantenere l’erezione;
    • Diminuita frequenza di attività sessuale.

    Quando l’eiaculazione precoce avviene durante i primi rapporti sessuali, si parla di eiaculazione precoce primaria: il ragazzo non ha, infatti, acquisito ancora la padronanza del proprio corpo.

    Quando questo disturbo avviene in uomini con più esperienza e anni, si definisce eiaculazione precoce secondaria.

    La diagnosi

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile contattare il medico – urologo, sessuologo e/o psicoterapeuta – che potrà stabilire la diagnosi e la terapia più indicata, dopo aver eseguito alcuni esami e analisi.

    Oltre allo studio dei sintomi e alla classica visita medica, potrebbero essere richiesti alcuni test di approfondimento per verificare o meno la presenza di altre malattie: il test colturale del liquido spermatico, il tampone uretrale e un esame urologico e andrologico sono tra questi.

    La cura

    Come combattere l’eiaculazione precoce? Qual è la cura? Quando alla base del problema c’è una causa fisica o, comunque, per ritardare l’eiaculazione, il trattamento prevede la prescrizione di farmaci: generalmente, si tratta di bloccanti alfa-adrenergici e di antidepressivi serotoninergici.

    È possibile, poi, ricorrere a creme desensibilizzanti e anestetici locali da applicare sulla zona.

    Alcuni medici non sono, però, d’accordo con l’assunzione di farmaci, ma pensano che la sola terapia comportamentale possa essere una soluzione definitiva al problema: questa prevede la partecipazione dell’uomo ad alcune sedute – ma anche della partner, se possibile – e implica alcune prescrizioni ed esercizi da eseguire.

    In alcuni casi, potrebbe essere suggerita la circoncisione: questa pratica chirurgica può, infatti, ridurre l’ipersensibilità al glande, risolvendo in parte il problema.

    I rimedi naturali

    Come curare l’eiaculazione precoce? Esistono dei rimedi naturali? È possibile ricorrere ai seguenti metodi:

    • Seguire un’alimentazione sana: questa dovrà essere ricca di frutta, verdure, legumi e cereali integrali, oltre ad alimenti ricchi di omega 3, omega 6 e bioflavonoidi, come le noci, l’olio di semi di lino, i limoni, l’uva e il pompelmo; no, invece, ai pasti abbondanti, alle fritture, alla caffeina e ai cibi ricchi di grassi.
    • Bere tisane e decotti: valeriana, passiflora e tiglio vantano proprietà rilassanti, sedative e ansiolitiche.
    • Fare attività fisica: lo yoga e lo sport possono essere di notevole aiuto.

    La prognosi

    Infine, la prognosi dipenderà da fattori quali le cause scatenanti, la gravità della condizione e la tempestività di intervento, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente.

    In linea generale, la prognosi è buona: si tratta, infatti, di una problematica risolvibile, se curata correttamente.