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Ecografia: un gel troppo economico fonte di infezioni

Ecografia: un gel troppo economico fonte di infezioni

Il costo dei prodotti sanitari professionali troppo basso a volte può nascondere insidie: come accaduto al gel usato per le ecografie, che di fronte a una spesa irrisoria per le strutture che lo hanno acquistato ha portato infezioni e contaminazioni per la sua inadeguatezza microbiologica

da in Analisi mediche, Ecografie, Infezioni
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    La tendenza a tirare troppo la cinghia sui costi delle materie prime, anche in ambito medico-ospedaliero, alla lunga non ripaga in termini di successi terapeutici e, soprattutto di salute per i malati; se dunque ci si sottopone ad un’ecografia la certezza dovrà essere, da parte del paziente, di trovarsi in un ambiente il più possibile al riparo dalle infezioni, ma, stante l’ormai antica necessità di risparmiare su tutto, siamo certi che poi sia davvero così?

    A lanciare l’allarme uno studio condotto in Turchia che ha esaminato la qualità di diversi gel ecografici che si differenziavano soprattutto per via del prezzo l’uno con l’altro e che consisteva nel testare ben 699 confezioni di gel per ecografia, perfettamente sigillate; il test è stato condotto per scoprire non tanto la qualità intrinseca della sostanza, quanto invece l’eventuale carica microbiologica di ogni prodotto utilizzato più comunemente.

    Il risultato è stato sorprendente; anche a fare un’ecografia si può rischiare di prendersi un’infezione se si è risparmiato troppo sul gel impiegato, visto che, secondo lo studio di microbiologia clinica e malattie infettive presentato a Barcellona, il prodotto fabbricato dall’azienda che produceva il gel più economico al costo di 1 euro a flacone, seguita da altri 222 marchi altrettanto economici, deteneva la più alta carica batterica nel flacone, essendosi repertate tracce del batterio Burkholderia che, laddove la pelle del paziente fosse stata lesionata, rischiava di penetrare all’interno generando, sovente, infezioni di una certa rilevanza clinica.

    Ben altra cosa si è osservato nei campioni venduti a costi più elevati, fino a 6 euro a flacone, dove non s’è riscontrata traccia alcuna di contaminazione batterica.

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