ECM: primo seminario sugli infortuni sul posto di lavoro

ECM: primo seminario sugli infortuni sul posto di lavoro

Il primo maggio il Presidente della Repubblica Napolitano, ha ritenuto opportuno porre come obiettivo al 2008, per l'Italia, la prevenzione agli infortuni sul posto di lavoro

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    Napolitano

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    La prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro, il rispetto delle norme anti-infortunistiche e il rispetto delle norme igienico sanitarie sui luoghi di produzione e di servizio sono tre degli obiettivi che il Servizio di Prevenzione e di Protezione per la Formazione Aziendale si sono dati, da raggiungere entro il 2008.

    Il seminario che ha dato il via ai corsi locali si e’ tenuto al Policlinico Umberto I di Roma, accreditato ECM e’ il primo seminario in ambito universitario vertente sulla movimentazione dei carichi sul luogo di lavoro.

    La normativa di riferimento del nuovo programma di prevenzione degli incidenti sul posto di lavoro e’ delle Leggi: decreto legislativo 626, in attuazione delle direttiva CEE 89/391, 89/654 CEE – 89/655 CEE – 89/656 CEE – 90/269 CEE – 90/270 CEE – 90/394 CEE e – 90/679 CEE relative al miglioramento della sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro, obiettivo che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ripetuto essere prioritario per l’Italia nella giornata della Festa del lavoratore il Primo Maggio scorso.

    Quali sono i movimenti ritenuti a rischio secondo la normativa attuale: tutte le azioni che richiedono uno sforzo, come ad esempio alzare dei pesi, sollevare macchinari e ripiani, spigere e tirare delle masse consistenti, portare carichi e spostare utensili di grande misura; se le condizioni non consentono di effettuare comodamente il movimento, la normativa prevede che siano applicati gli accorgimenti necessari: carrelli, elevatori e macchine che consentano di sollevare e spostare senza sacrificare il proprio corpo.

    A rischio la schiena, per le lesioni lombari e dorsali, a rischio i tendini e l’apparato muscolo-scheletrico del dorso: posizioni che potrebbero essere pericolose per la colonna vertebrale e per il disco invertebrale; la legge fornisce elementi chiari su cui basarsi per valutare quando si possono sopportare i carichi e quando no.

    Se un peso e’ superiore ai 30 kg, se e’ ingombrante, scivoloso, tagliente o difficile da afferrare, se e’ in equilibrio instabile o se c’e’ il pericolo di distaccamento o caduta, se richiede dei falsi movimenti che potrebbero causare uno strappo muscolare: il carico non va toccato da soli, ma con il supporto di una macchina o di altre persone.

    Se richiede uno sforzo prolugato eccessivo, se si richia di rimanere bloccati in una posizione non consona per troppo tempo, se richiede movimenti bruschi e poco stabili:la zona lombare e’ a rischio ed e’ meglio non effettuare il movimento.

    Infine: puo’ essere rischioso lavorare in un ambiente poco spazioso, con il pavimento irregolare o scivoloso, con rischi di inciampo e di incastro, se non si possiedono abiti e scarpe regolamentari, se la temperatura, l’umidita’ e l’aria sono inadatte a una permanenza prolungata in un posto di lavoro.

    In tutti questi casi al lavoratore spetta farsi carico di decisioni che non siano conformi alla norma, declinando in quel modo la responsabilita’ del datore di lavoro, ovvero se il lavoratore procede senza rispettare la norma lo fa a suo rischio e pericolo.

    Al datore di lavoro spetta di adottare le misure organizzative relative alle attrezzature meccaniche per la mvimentazione dei carichi, rimuovendo i fattori che potrebbero causare infortunio.

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