Ebola, cosa bisogna sapere: sintomi e diffusione dell’epidemia

Ebola, cosa bisogna sapere: sintomi e diffusione dell’epidemia

Che cos’è l’Ebola? E’ un virus che causa un’infezione, la cui diffusione ultimamente è avvenuta soprattutto in Africa occidentale, provocando molti decessi, anche perché non esiste una cura

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    E' allarme per la diffusione dell'Ebola

    Ebola: cosa bisogna sapere? Quali sono i sintomi e come avviene la diffusione dell’epidemia? Ultimamente si è molto parlato di questa malattia, perché si sta diffondendo in maniera pericolosa in Africa, interessando soprattutto la zona occidentale. Sono già stati molti i casi di malati e diversi i decessi. La situazione rischia di esplodere, perché gli esperti che si occupano di queste vicende hanno lanciato un allarme, secondo il quale il virus potrebbe arrivare anche in altri Paesi. Vediamo di capirne di più su questa infezione.

    Cos’è

    L’Ebola è un virus che provoca un’infezione che fa molto paura in tutto il mondo, soprattutto perché si caratterizza per una rapida diffusione e per il fatto che spesso porta alla morte. I sintomi, infatti, sono inarrestabili, perché non esiste la possibilità di una terapia. Ancora la ricerca scientifica su questo argomento deve fare molti passi avanti.

    I sintomi

    I sintomi dell’Ebola si manifestano improvvisamente, dopo un’incubazione che varia da 2 a 21 giorni. Di solito questo processo dura mediamente una settimana, prima che si arrivi al quadro sintomatologico vero e proprio. Quest’ultimo è costituito da febbre, stanchezza, mal di testa, dolori, vomito, diarrea, faringite. A volte si ha anche la presenza di un esantema. Dopo circa una settimana si possono avere delle emorragie cutanee e viscerali, che si rivelano fatali. La diagnosi precoce non è possibile, perché i sintomi iniziali sono comuni a quelli di molte altre malattie. Si può arrivare ad una corretta diagnosi soltanto aggiungendo ai sintomi altre informazioni, specialmente i possibili riferimenti a viaggi o a provenienze da zone a rischio.

    Il contagio

    La diffusione dell’Ebola avviene tramite un contagio che si verifica quando il paziente manifesta i sintomi in maniera esplicita. E’ necessario che ci sia un contatto diretto con materiale biologico infetto e con i fluidi corporei di una persona malata. A differenza di quanto molti possano pensare, il virus Ebola non si trasmette con gli starnuti, come avviene nel caso dell’influenza.

    Questo virus è stato scoperto nella metà degli anni ’90 in una valle del Congo, da cui l’agente patogeno ha preso il nome. Ad isolarlo sono stati i ricercatori di Anversa, che hanno eseguito una biopsia su uno scimpanzé. Si crede che questo virus sia molto diffuso fra i pipistrelli o fra i roditori, ma la ricerca scientifica non è stata ancora in grado di dimostrarlo. Per passare all’uomo, il virus deve raggiungere una densità critica nell’animale che ne sia eventuale portatore.

    La diffusione

    Dall’inizio dell’epidemia in Africa ci sono stati oltre 1.300 casi con circa 700 morti. Questo virus che si sta diffondendo in Africa occidentale è più insidioso, perché è meno esplicito nei sintomi. Soltanto in pochi casi si sono manifestate le emorragie tipiche della malattia. Il quadro sintomatologico è meno eclatante e quindi meno facilmente riconoscibile. Le autorità sanitarie pensano che in Italia non ci sia pericolo, perché nel nostro Paese c’è un vantaggio, che consiste nella mancanza di collegamenti diretti con le città dei Paesi colpiti. Dei possibili viaggiatori infetti potrebbero arrivare soltanto da altri Paesi europei. Proprio per questo motivo negli aeroporti si sono intensificati i controlli, in modo da applicare gli specifici protocolli, che possano evitare il diffondersi incontrollato dell’epidemia.

    La cura

    Al momento non c’è una cura per questa malattia e non esiste nemmeno un vaccino. I pazienti devono essere trattati per i loro sintomi, soprattutto la febbre, e facendo in modo che vengano tenute sotto controllo le eventuali sovrainfezioni. Gli studi scientifici su una possibile terapia stanno progredendo. Ad esempio l’Università del Texas qualche tempo fa ha sperato nell’uso di antivirali per Hiv ed Ebola, ma spesso è necessario molto tempo, perché queste scoperte vengano consolidate da prove incoraggianti. In uno studio sperimentale statunitense si è scoperto che una proteina sarebbe in grado di bloccare il virus Ebola nell’organismo. Al momento l’unica arma contro l’ebola è la prevenzione, rispettando le corrette regole dell’igiene e isolando i pazienti affetti dalla patologia.

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