Droghe: il pericolo delle sostanze inalanti

Droghe: il pericolo delle sostanze inalanti

Gli inalanti per di più sono subdoli, perchè in sé non si presterebbero neanche ad essere utilizzati come droghe, ma che detengono fra i loro ingredienti sostanze chimiche volatili che una volta inalate ottundono la mente dando l’effetto dissociativo tipico delle droghe

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    Droghe più sottili perché al di fuori di quelli che sono i parametri cui siamo soliti confinare le sostanze stupefacenti, meno plateali rispetto al passato perché avulse da quello che è sempre stato nell’immaginario collettivo la visione del drogato, ripiegato su se stesso, siringa in mano, laccio emostatico stretto al braccio, pronto a bucarsi, ma, tuttavia, non certo meno letali delle classiche sostanze stupefacenti; stavolta parliamo di inalanti.

    Secondo un recente studio americano sono 44 mila gli adolescenti d’oltreoceano che ricorrono ad inalanti e per di più molti di questi giovani hanno già problemi respiratori ricondotti a malattie o allergie che aggravano così il rischio per la propria vita.

    Gli inalanti per di più sono subdoli, perchè in sé non si presterebbero neanche ad essere utilizzati come droghe, ma che detengono fra i loro ingredienti sostanze chimiche volatili che una volta inalate ottundono la mente dando l’effetto dissociativo tipico delle droghe, ma al contempo possono anche determinare la morte, pure se inalati una volta sola nella propria vita. Tali inalanti sono presenti come sostanze volatili in barattoli di vernici, spray, colla e persino la benzina e, dunque, facilissimi da reperire.

    Lo studio ha riguardato qualcosa come 67.850 ragazzi di età compresa fra i 12 ed i 17 anni nel periodo compreso tra il 2006 ed il 2008 ed è stata l’occasione per poter dimostrare che se consideriamo un arco temporale più ampio, i giovani e giovanissimi che hanno fatto ricorso a tali sostanze chimiche sono oltre sei milioni e mezzo fra giovani di entrambi i sessi all’interno dell’età presa in considerazione dalla ricerca.

    Fatto grave è che oltre il 13% degli intervistati facenti parte dello studio aveva in passato sofferto o ancora era in cura per malattie all’apparato respiratorio, un motivo aggiuntivo di pericolo, stante il fatto che soprattutto per soggetti asmatici, broncopatici, allergici, una sola inalazione può anche essere l’ultima della vita, visto che il decesso può avvenire in tempi rapidi subito dopo la prima inalazione.

    Il punto è che queste sostanze sfuggono al controllo di quanti dovrebbero prendersi cura di questi giovani, per la facilità con cui i ragazzi possono venire a contatto con tali sostanze e allora cosa servirebbe; l’informazione, in primis, tendente a dimostrare i gravissimi rischi cui si può andare incontro nell’utilizzo di sostanze legali ma di certo utilizzate per più nobili motivi, ma che se impiegate invece in modo incongruo, possono uccidere….

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