Droghe: allarme per lo spaccio su internet

Droghe: allarme per lo spaccio su internet

On line si va diffondendo il fenomeno per cui si cerca di vendere medicinali non autorizzati, Viagra, ma anche pastiglie contraffatte e droghe leggere e pesanti

da in Benessere, Cocaina, Droghe, Sanità
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    Gatto psicotico

    Non ci sono davvero vie d’uscita: lo sballo sconfina dai ritagli della vita moderna al web, dove è approdato inquinando con le sue proposte allucinanti anche gli ambienti di internet, che si sarebbero potuti salvare da questo destino: sono sempre di più, infatti, i siti internet che vendono insieme a medicinali e a placebo, delle strane pastiglie e medicine definite “taroccate” che servono come droghe per sballare.

    Non solo la Salvia divinorum, ma anche i funghi allucinogeni, la cocaina e le pasticche: pare incredibile che sotto gli occhi di tutti si stia sviluppando una fetta di mercato dedicata allo spaccio di sostanze stupefacenti, e l’allarme che sta colpendo tutta Europa in questi mesi è arrivato anche in Italia.

    Nella sola zona di competenza degli utenti italiani i siti internet che vendono sostanze a scopo di divertimento e sballo sono ben 25, che insieme offrono una scelta di ben 200 differenti sostanze.

    Non si tratta affatto di droghe tradizionali, ma di droghe diverse, chimiche e molto legate ai fenomeni della moda del momento.

    Sono sostanze fuorilegge, è bene dirlo subito, poco importa che siano vendute o meglio spacciate on line e non di persona, perché il riferimento è comunque alla zona di registrazione del sito internet, anche se molti si difendono dietro a siti acquistati ad Amsterdam o in zone franche.

    A farlo presente oggi è stato l’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze (Oedt), che ha illustrato a Roma la Relazione annuale 2008 dell’Oedt.

    Insieme al Viagra la cocaina e l’exstasi, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Austria e in Germania il fenomeno è in continua espansione, in Italia se ne riportano solo le conseguenze indirette, anche se si teme che il fenomeno potrebbe a breve entrare anche nelle nostre case.

    Per verificare la situazione a fondo è stato predisposto un nuovo studio di 12 mesi su tutta Europa.

    Fonte: Yahoo Salute
    Foto: Google

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