Droga: ora un test scopre quella “da stupro”

Droga: ora un test scopre quella “da stupro”

Finalmente, grazie ai progressi della scienza, è possibile rilevare nel sangue, nelle urine e anche nei capelli, a distanza di un mese, la presenza del GHB, la temibile droga da sturpo, finora praticamente impossibile da rilevare

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    Test scopre l’assunzione di GHB

    Si chiama GHB, ma è popolarmente e tristemente nota come droga da stupro, spesso somministrata in una bevanda, a insaputa della donna, per ridurla in uno stato di semi-inconscienza e amnesia e abusare di lei, senza dover faticare e senza che il giorno dopo la vittima possa ricordare chiaramente l’accaduto.

    La droga, chiamata anche ecstasy liquida, pur non avendo niente a che fare con questo tipo di stupefacente, è utilizzata, infatti, soprattutto in forma liquida (ma esiste anche in polvere) incolore e inodore, con un sapore leggermente salato, che facilmente si può mescolare, quindi, ad altre bevande. Come se non bastasse, poiché spesso viene sciolta negli alcolici, nei locali notturni, al rischio di violenza carnale si unisce quello di gravi effetti collaterali, anche letali, dati dalla miscela alcol-GHB ad alte dosi.

    Purtroppo l’uso di questa droga per lo stupro era, almeno fino ad ora, favorito dalle caratteristiche stessa della sostanza: la sua emivita, cioè la durata della sua presenza nel sangue di chi la assume, è molto breve, rendendo praticamente impossibile rilevarne la presenza, con un esame tossicologico, già dopo poche ore dall’assunzione. Permettendo, così, spesso allo stupratore di farla franca.

    Oggi, però, non è più così: “Nuovi studi e tecnologie ci consentono di rilevare il GHB anche molte ore dopo la somministrazione, sia nel sangue che nelle urine e con l’analisi del capello a distanza di un mese” ha annunciato Elisabetta Bertol, ordinario di tossicologia del dipartimento di Anatomia, Istologia e Medicina Legale della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze e presidente del Gruppo tossicologi forensi italiani (Gtfi), in occasione delle “Giornate medico-legali romane ed europee” organizzate dalla Società italiana di medicina legale e assicurazioni (Simla), con il dipartimento di Medicina Legale dell’Università La Sapienza di Roma.

    Una buona notizia, certo, ma che non deve far sottovalutare il rischio e quindi il consiglio importante da seguire è quello di non accettare bevande da sconosciuti e prestare molta attenzione al proprio bicchiere, evitando che possa essere “manipolato” da altri.

    Immagine tratta da: Thesun-co-uk

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