Doping: nuovo test per scoprire quello genetico

Doping: nuovo test per scoprire quello genetico

Il doping non passa di moda, ma anzi si fa più sofisticato, sfuggente ai controlli e pericoloso per la salute degli atleti: oggi ci si dopa anche manipolando il DNA

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    Nuovo test contro il doping

    Il doping ha varcato anche i confini della genetica: ci sono atleti che, pur di dare il meglio nello sport senza farsi scoprire, arrivano a sottoporsi a pratiche mediche così sofisticate da manipolare il DNA. L’obiettivo è migliorare le prestazioni senza utilizzare sostanze chimiche che sono sempre più rilevabili con i comuni test antidoping. Ma oggi, fortunatamente, esiste un test in grado di scovare anche il doping genetico.

    Un gruppo di ricercatori tedeschi delle Università di Tubinga e Magonza, finanziato dall’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada), infatti, ha individuato un test del sangue che permette di rilevare eventuali manipolazioni genetiche a fini dopanti, diffuse nello sport professionistico ma anche amatoriale.

    Ma esattamente in che cosa consiste il doping genetico? Si sfrutta “il processo di inserimento di singoli geni nelle cellule umane, spesso attraverso virus-vettori, nato in origine per curare gravi malattie” spiega Michael Bitzer, uno degli autori dello studio. Succede, per esempio, con geni in grado di stimolare una maggiore produzione di Eritropoietina (nota come Epo), sostanza prodotta dall’organismo, ma a volte anche introdotta artificialmente per incrementare il numero di globuli rossi e l’ossigeno, favorendo le prestazioni sportive.

    Il nuovo test del sangue, che ha meritato la pubblicazione sulla rivista scientifica “Gene Therapy”, riesce a scoprire l’eventuale manipolazione del DNA anche a distanza di 56 giorni dal trattamento. I ricercatori lo hanno testato su topi dopati geneticamente per aumentarne e rinforzarne la massa muscolare, ma anche la sperimentazione sui campioni di sangue di 327 atleti professionisti o dilettanti ne ha decretato l’efficacia.

    Un’arma in più contro il doping, dunque, nella speranza che la corsa a metodi sempre più sofisticati per frodare lo sport, anche quello amatoriale, si esaurisca, anche perché rappresenta un serio pericolo per la salute degli atleti.

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