Doping: dilaga anche nello sport amatoriale

Doping: dilaga anche nello sport amatoriale

Il doping è una piaga dello sport in generale, ora sempre di più anche in quello amatoriale: il Minitesto della Salute intende istituire gli ispettori antidoping proprio per questo settore e avvia la campagna "Niente doping, solo sport"

da in Primo Piano, Sanità, Sport, doping
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    Doping sempre più negli sport amatoriali

    Le pagine di cronaca sportiva sono spesso più ricche di notizie sul doping piuttosto che sullo sport giocato. Ma questo triste fenomeno non si limita a rovinare il bello dello sport, esaltando il risultato a ogni costo: l’uso di queste sostanze mina la salute degli atleti.

    E, contrariamente a quanto si pensa, il vero problema del doping sta proprio nell’uso che se ne fa in ambito non professionistico, nelle palestre e negli ambienti sportivi giovanili, per l’ignoranza delle serie conseguenze sulla salute, a volte irreparabili, che derivano da tale pratica.

    Secondo una statistica del 2008, resa nota dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, infatti, sarebbero il 4,1% gli sportivi non professionisti positivi al controllo antidoping, contro l’1,5% dei professionisti. “Nell’ambito della politica di ‘tolleranza zero’ verso questo fenomeno, in collaborazione con i Nas dei Carabinieri istituiremo la figura degli ispettori antidoping, che dovranno occuparsi in particolare proprio dello sport amatoriale”, questi i provvedimenti annunciati proprio dal Ministro, nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova campagna di comunicazione del Governo contro il doping, “Niente doping solo sport”.

    Il progetto, promosso dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio in collaborazione con Radio Rai, prevede la distribuzione, durante le tappe del Giro d’Italia, di trentamila borracce trasparenti, come simbolo di uno sport pulito.

    Seguiranno anche interventi radiofonici per sensibilizzare sul tema del doping e dei rischi ad esso connessi.

    La scelta del ciclismo come veicolo della campagna non è casuale, come ha spiegato Rocco Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport: “E’ uno degli sport più colpiti da questa piaga, una frode che mette a rischio la salute”. Ma purtroppo non è certo l’unico.

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