Donne: il lavoro spesso le frustra

Donne: il lavoro spesso le frustra

Ma a seguito di un sondaggio effettuato dalla società specializzata in comunicazione e marketing, BocconiTrovato&Partners e realizzato attraverso 630 interviste a donne tra i 18 e i 55 anni, si sarebbe dimostrato come le donne che occupano un posto di lavoro si sentano stressate

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    Tempi duri per le donne, dopo aver lottato tanto per poter lavorare, reputando tale condizioni un giusto traguardo sociale, han finito in larga parte per rimanere frustrate e insoddisfatte della scelta. Eppure in Italia il numero di donne lavoratrici è fra i più bassi di tutta l’Unione Europea, visto che la percentuale di donne che lavorano fuori casa è di poco superiore al 40%, mentre per l’uomo è del 70% .

    Ma a seguito di un sondaggio effettuato dalla società specializzata in comunicazione e marketing, BocconiTrovato&Partners e realizzato attraverso 630 interviste a donne tra i 18 e i 55 anni, si sarebbe dimostrato come le donne che occupano un posto di lavoro si sentano stressate, insoddisfatte e, spesso ansiose, perché in luogo della loro attuale attività lavorativa avrebbero voluto fare, ad esempio, le giornaliste, le avvocatesse e c’è chi addirittura si sente frustrata perché pur avendo a suo dire le capacità, non è mai riuscita a fare il politico di mestiere.

    Delle insoddisfazioni che parrebbero scaturire dal disagio di svolgere attività lavorativa in ambiti che le costringono a ritmi sempre più stressanti in continuo e perenne conflitto con i maschi ritenuti dai “capi” più meritevoli ed il risultato è che su 63 intervistate su un campione di cento donne lavoratrici non si sente appagata e realizzata nel proprio lavoro. Tutto ciò ha ricadute anche sociali in ambito alle malattie, chi non ricorda ad esempio la Sindrome di Burnout quale “esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere”, particolarmente colpite sono le insegnanti e le infermiere. Per non contare le tante forme ansiose depressive che riguardano molte donne lavoratrici al giorno d’oggi.

    Utile guardare anche ad un altro dato quello che indica come il 58% di quelle che studiano o sono in cerca del prima occupazione (45% del campione) si dice convinta che difficilmente troverà un lavoro in grado di accontentarla. In questo spaccato di Italia osserviamo altri aspetti importanti, ovvero, quanto dichiarato da 42 donne su 100 che asserisce che non è il posto fisso la loro mira, al punto che più di metà del campione preso in esame ammette di voler aspirare ad un lavoro più rischioso ma più appagante come quello del professionista.

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