Donna: serve la medicina di genere

Non esiste una scienza medica al femminile che garantisca quanto la donna sia stata soggetto o oggetto di studio medico, per cui fino ai tempi passati, prima della definizione del target di ricerca come fondamentale e obbligatorio, la discriminante di genere non era osservata

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    La donna e la sua poca considerazione che riceve nel mondo della sanità e della salute sono un fatto noto, che emerge da numerosi studi sociologici secondo i quali non solo la donna ha dei problemi in fatto di essere considerata professionalmente, ma anche ha dei problemi quando si tratti di essere oggetto degli studi da parte dell’uomo.

    Non che le donne siano fameliche di attenzioni, per essere osservate e sezionate, ma di certo è indispensabile che le donne vivano un momento di importanza adeguato alle necessità. In altre parole: la maggior parte degli studi del passato sulle malattie comuni era concentrata sul maschio, aveva un taret di maschio e a differenza del presente, in cui una ricerca scientifica necessità di un bilanciamento in fatto di sessi, era schierata. E poi ci lamentiamo se la donna non trova cure a certi disturbi.

    Riassumendo la situazione si nota che in fatto di donna e salute si tende a pensare che la donna sia donna solo nell’apparato riproduttore e quando si parla di estetica e di ricostruzione del seno. Insomma, la donna serve solo fino a lì, dopo di che è sufficiente basarsi sulla storia del pensiero medico e accontentarsi del generico maschio.

    Ecco allora che troviamo studi su infarto, ictus, aneurisma, quasi interamente basati su osservazioni di uomini, ben consci che il sistema cardiovascolare e neurologico di uomo e donna hanno in comune solo la funzionalità effettiva, mentre i valori, le caratteristiche, i punti deboli non sono coincidenti, esattamente lo stesso accade quando si studia il sistema cardiocircolatorio, per cui ci si basa su informazioni che risalgono a un periodo precedente alla sessualizzazione della ricerca, cioè obsoleto. Allo stesso modo il diabete, l’alimentazione, la psicologia, tutta una serie di studi in attualizzazione, ma che potrebbero non essere adeguatamente scelti. Che fare?

    Quello che viene denunciato, in questo caso dall’Università di Padova, Facoltà di Medicina, non è quindi un problema di temi o argomenti, ma di vera e propria inadeguatezza delle informazioni mediche che non si basano su ricerche a target misto. In altre parole, senza la medicina di genere la donna nella maggior parte dei casi non può essere curata adeguatamente.

    Immagini tratte da Repubblica