Donna: lato B abbondante preserva dalle malattie

L’ambito in auge in tempi moderni a classificare le parti A e B, è quello anatomico della donna, per parte B si intende infatti il sedere del gentil sesso, sede di attrazione fisica, di critiche da parte degli osservatori ma comunque lo si chiami e lo si giudichi, tuttavia, resta pur sempre un interessante elemento di discussione da parte di molti

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    Una volta il lato A e il lato B erano due facce della stessa medaglia e nello specifico dello stesso disco dove la parte “A” stava ad indicare la sezione in cui veniva riportata la canzone di maggior successo e la “ B “ quella secondaria. Ma i tempi cambiano, i dischi in vinile sono ormai oggetti destinati alla soffitta o agli scaffali di qualche collezionista o ancora di qualche antiquario, ma la classificazione “parte A e B” e rimasta attuale, ma in ben’altri ambiti.

    L’ambito in auge in tempi moderni a classificare le parti A e B, è quello anatomico della donna, per parte B si intende infatti il sedere del gentil sesso, sede di attrazione fisica, di critiche da parte degli osservatori ma comunque lo si chiami e lo si giudichi, tuttavia, resta pur sempre un interessante elemento di discussione da parte di molti.

    Ne deriva che così come accade con tutte quelle cose che inducono al dialogo ed alla discussione, la parte B della donna è spesso vissuta dalla stessa con una certa apprensione, per lo più di natura estetica, dimenticando però un elemento forse più importante della stessa avvenenza e che è emerso da uno studio pubblicato sull’International journal of Obesità, che evidenzierebbe bene come un lato B imponente ed abbondante non debba essere considerato un problema, tutt’altro… bensì una fortuna!

    Ciò in quanto i ricercatori di Oxford, che hanno condotto lo studio, ritengono che le curve abbondanti che in qualche modo delimitano le aree anatomiche di una donna in quel preciso posto quando sono così marcate facendo spazio ad un lato B abbondante, preservano al meglio la salute della “proprietaria” proteggendo al meglio la stessa da patologie a carico dell’apparato cardiovascolare, comprese dalle malattie metaboliche, ad esempio il diabete. Insomma, quella sede, più abbondante è, meglio farebbe stare la donna e ciò in quanto gli studiosi hanno appurato che il grasso che si accumula su sedere e gambe allontana gli acidi grassi nocivi e contengono un agente anti-infiammatorio che previene l’ostruzione delle arterie.

    Eppure ben sappiamo le ansie e gli sforzi che le donne attuano per dimagrire, preferibilmente, proprio in quel posto, ma i ricercatori avvertono, attenzione a quelle diete che depauperano di grassi anche il lato B, atteso che non esiste una dieta a zona che faccia dimagrire solo in certi distretti del corpo ed in altri no… La depauperazione repentina del grasso è dannosa alla salute, ciò in quanto rilascerebbe quantità di citochine responsabili di infiammazione e dunque che aprono le porte a malattie cardiache e diabete.

    Difatti, ha concluso il capo dei ricercatori Konstantinos Manolopoulos, è più indicato bruciare lentamente i grassi in quanto favorisce lo sviluppo dell’adiponectina, un ormone che protegge le arterie e favorisce il controllo dello zucchero nel sangue ed una migliore combustione dei grassi.