Dolori alla pancia: il colon irritabile non è frutto dell’ansia

I dolori alla pancia tipici della sindrome del colon irritabile non sono immaginari, o meglio frutto di problemi di natura psicologica come ansia o depressione: a dirlo è uno studio scientifico internazionale

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    Dolori alla pancia nella donna

    Mal di pancia, gonfiore, diarrea o stitichezza, il dolore che coinvolge soprattutto la parte sinistra dell’addome: questi in sintesi i sintomi caratteristici della sindrome del colon irritabile, nota anche come colite. Il problema colpisce soprattutto le donne e anche se le cause certe non sono ancora chiare, ormai da tempo gli esperti considerano il problema fortemente legato alla sfera psicologica.

    Ma attenzione, non sono l’umore o le preoccupazioni le cause prime dei sintomi dell’intestino irritabile: a dirlo è un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles e della Università canadese McGill, che hanno pubblicato i risultati di uno studio sulla rivista scientifica Gastroenterology.

    Gli scienziati hanno studiato 55 donne con sindrome del colon irritabile e 48 donne sane e hanno esaminato il cervello di entrambi i gruppi attraverso sofisticati sistemi di scansione cerebrale. È emerso così che effettivamente le donne con la colite mostrano centri nervosi iper-vigili, cioè particolarmente sensibili ai segnali provenienti dall’intestino e che controllano meno le emozioni collegate, ma non si sono riscontrate differenze di alcun tipo, tra donne sane e malate, nelle aree cerebrali legate all’ansia e alla depressione.

    Questo potrebbe significare una volta per tutte che i sintomi e il mal di pancia improvviso, che le donne con colon irritabile avvertono, non sono frutto dell’ansia, non hanno, cioè, cause principali di natura psicologica: semplicemente in queste donne esisterebbe un meccanismo cerebrale, ben preciso e diagnosticabile, che amplificherebbe i segnali dolorosi fisici provenienti dall’intestino. Ora gli studiosi cercheranno di approfondire ulteriormente le ricerche, per scoprire un’eventuale base genetica della malattia.