Dolore: una nuova scoperta italiana verso la cura di un efficace antidolorifico naturale

Dolore: una nuova scoperta italiana verso la cura di un efficace antidolorifico naturale

Una nuova strada per debellare definitivamente il dolore fisico

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    Dolore Fisico

    Se conosceremo meglio come si propaga il dolore fisico, potremo meglio intervenire per debellarlo, a questo risultato sono giunti ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze che con la loro scoperta potrebbero aprire nuove strade verso innovativi farmaci con proprietà antidolorifiche atti a contrastare al meglio i grandi dolori da cancro, ad esempio, ma anche quelli da neuropatia, così come, quelli afferenti alle delle infiammazioni, ivi compresa l’emicrania.

    Gli esiti dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Procedings of the National Accademy of Sciences che tratteggiano l’importante passo avanti del mondo scientifico in tal senso e porta la firma del professore Pierangelo Geppetti direttore del Centro per lo Studio delle Cefalee Primarie della facolta di Medicina fiorentina che ha operato di concerto col il professore Riccardo Patecchini della Casa farmaceutica Chiesi di Parma insieme ad un’equipe di ricercatori californiani di San Francisco e grazie ai finanziamenti ricevuti dall’Ented Cassa di Risparmio di Firenze.

    Attualmente il dolore in larga parte lo si contrasta con i derivati dell’Aspirina, i cosiddetti FANS, ovvero, i farmaci antinfiammatori non steroidei e nei casi di dolori più tenaci, con i derivati della Morfina, ovvero gli Oppiacei; ma tutti siamo consapevoli del carico di effetti collaterali che nel tempo queste famiglie di farmaci producono nell’organismo.

    Invece la strada intrapresa dallo Studio congiunto come visto prima si inoltrerebbe per altra via ovvero, anzicchè inibire la secrezione e il rilascio delle prostaglandine che hanno un ruolo centrale nel dolore fisico, compito questo svolto in larga misura dai FANS, proprio per la loro azione antiprostaglandinica, si agisce mediante il 4-idrossinoneurale, una nuova molecola che stimolando un apposito recettore, il TRPA1 a livello dei neuroni, ovvero delle cellule nervose, indurrebbe il dolore.

    Tale molecola viene naturalmente prodotta in grandi quantità dall’organismo quando è afflitto da processi infiammatori e degenerativi per effetto, non ultimo questo, dell’accumulo di radicali dell’ossigeno che trovano spazio nei liquidi infiammati.

    I nuovi farmaci che i ricercatori starebbero studiando agirebbero direttamente su questa molecola, inibendola, appunto il 4-idrossinonenale che va ad interagire sul recettore TRPA1 il che significherebbe farmaci più naturali, più gestibili e, quasi del tutto privi di effetti collaterali.

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