Dolore cronico: la causa è nel cervello

Dolore cronico: la causa è nel cervello

Un gruppo di scienziati ha individuato nel cervello il meccanismo, la causa all’origine del dolore cronico: è tutta questione di comunicazione tra aree cerebrali

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    dolore cronico ha sede nel cervello

    E’ un “compagno” di vita per molte, troppe persone, che ne condiziona ogni gesto e attività quotidiana, o quasi, è il dolore cronico. Una vera e propria “condanna” decisa da una serie più o meno numerosa di circostanze, di disturbi o patologie: il dolore cronico, secondo i risultati di una recente sperimentazione, potrebbe avere contorni ben definiti e cause altrettanto precise, localizzate nel cervello.

    La causa, il colpevole contro cui puntare il dito in caso di dolore cronico avrebbe sede nel cervello, tra le aree cerebrali, secondo una ricerca condotta dagli esperti della Northwestern Medicine, pubblicata sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica Nature Neuroscience. In particolare, stando ai risultati dello studio, sarebbe tutta, o quasi, questione di comunicazione e di cambiamenti cerebrali: il dolore cronico potrebbe dipendere, in modo determinante, da come e quanto comunicano fra loro due specifiche aree cerebrali.

    Il cervello e, nello specifico, due sue aree precise, sono la “sede” dove tutto ha origine, dove nasce e si sviluppa il dolore cronico. Questa condizione complessa, il dolore cronico, che più che un semplice sintomo è più un disturbo vero e proprio, può essere predetto e interpretato attraverso alcuni cambiamenti cerebrali. Basterebbe monitorare come e quanto comunicano tra loro due sezioni del cervello: l’area legata alle emozioni e quella legata al comportamento motivazionale.


    Più comunicano, maggiore è la loro comunicazione, più numerose e “pericolose” saranno le probabilità che l’interessato sviluppi dolore cronico. Grazie a questa “lettura” delle aree cerebrali, gli esperti sono stati in grado di predire, con un livello di accuratezza soddisfacente, pari all’85%, se i partecipanti allo studio sarebbero stati colpiti o meno da dolore cronico. Per giungere a questo risultato, i ricercatori hanno coinvolto nello studio 40 volontari, che accusavano dolore cronico alla schiena, e ne hanno studiato i rapporti di comunicazione e scambio fra corteccia frontale e nucleo accumbens.

    Il dolore cronico è un problema, troppo spesso sottovalutato, che in Italia, assume contorni imprevisti, interessando ben il 20% della popolazione, con picchi del 50% tra gli over 70. E’ una condizione fortemente limitante e, in molti casi, invalidante, che non sempre viene trattata con le attenzioni e le tutele che merita: le più colpite sono le donne; il 61% di chi ne soffre subisce pesanti contraccolpi negativi sulla capacità lavorativa; il 50% soffre di depressione reattiva.

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