Dolore cronico: invecchia eccome i pazienti

Dolore cronico: invecchia eccome i pazienti

Ma oggi uno studio scientifico ci viene incontro sostenendo con poca approssimazione che un dolore persistente riduce le capacità fisiche della persona al punto da equipararle a quelle degli ultraottantenni, nonostante si abbia un’età ancora giovane

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    Stavolta forse non ci sarebbe neanche bisogno di ricorrere agli studi scientifici per giungere alla conclusione che un corpo martoriato da un dolore per lo più cronico che dura da anni e non si capisce neanche bene come contrastarlo, mina l’aspetto e le capacità fisiche al punto da far sembrare più anziano della reale età detenuta il paziente interessato dal problema.

    Ma oggi uno studio scientifico ci viene incontro sostenendo con poca approssimazione che un dolore persistente riduce le capacità fisiche della persona al punto da equipararle a quelle degli ultraottantenni, nonostante si abbia un’età ancora giovane.

    I ricercatori hanno infatti osservato che questi pazienti afflitti da dolori cronici che perdurano nel tempo, hanno meno capacità fisiche, ad esempio, per salire le scale, affrontare lunghe passeggiate, per non contare che spesso minate sono anche quelle capacità per sostenere impegni quotidiane come affrontare la cura della persona, compreso il vestirsi ed il mangiare.

    Secondo lo studio americano si assiste al fatto che, il 37% delle persone, di età compresa fra 50 e 59 anni senza dolore, è risultato in grado di correre per alcuni chilometri e il 91% di camminare per lunghe distanze senza difficoltà, rispetto al 9% e 50%, rispettivamente, del gruppo che lamentava dolore, visto che fra gli appartenenti al gruppo afflitto da dolori continui, solo il 4% riusciva a compiere lunghe distanze, così come il 55% era in grado di affrontare passeggiate.«Non possiamo stabilire se sia il dolore a causare disabilità o viceversa. Sicuramente le due condizioni spesso coesistono determinando un aggravamento di molte situazioni.

    Andrebbero quindi sempre valutate di concerto così da garantire anche migliori risultati terapeutici» ha dichiarato Kenneth Covinsky della Division of Geriatrics, University of California di San Francisco. (L.A.)
    Fonte
    Journal of the American Geriatrics Society 2009, 57, 9, 1556 – 1561

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