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Dolore a una costola: cause e rimedi

Giovedì 17/01/2013 da Gianluca Rini in Dolore, Ossa

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    Il dolore a una costola, che sia a destra o a sinistra, può essere molto fastidioso e a volte arriva ad interessare anche la schiena. Si può manifestare in maniera fluttuante o continua e spesso ci si allarma, perché si pensa ad una patologia grave, come un tumore. In realtà le cause che stanno alla base del disturbo possono essere molte. Più che entrare nel panico, ci si dovrebbe sottoporre ad un apposito controllo medico, in modo da disporre di un’accurata diagnosi, che indica a che cosa sia dovuto il tutto. Anche una semplice radiografia può aiutarci a capire di cosa si tratti veramente.

    Le cause

    Le cause del dolore ad una costola sono differenti. Spesso si pensa che il dolore dorsale e intercostale fino allo sterno sia causato da un colpo di freddo. In realtà questa sede può essere colpita da varie malattie, come ulcere o pleuriti, strappi muscolari, distrazione delle cartilagini costali.

    A volte il problema può essere rapportato ad una costola incrinata o ad una frattura. In casi come questi ci si accorge che il dolore peggiora quando si fa un respiro profondo, ci si piega o si esercita una pressione sulla zona interessata. La pratica di uno sport di contatto o il soffrire di osteoporosi costituiscono dei veri e propri fattori di rischio da non sottovalutare.

    In gravidanza la dimensione accresciuta dell’utero, il seno pesante e i cambiamenti ormonali determinano spesso un dolore al costato.

    Non dobbiamo infatti dimenticare che i muscoli intorno all’area pelvica si estendono in corrispondenza di livelli alti di progesterone.

    Un problema notevole è quello rappresentato dai dolori intercostali, la cui origine va rintracciata nelle ossa, nei muscoli, negli organi interni al torace o extratoracici (colite, pancreatite, ulcera peptica) o in un disturbo d’ansia.

    I rimedi

    I rimedi per il dolore a una costola vanno individuati in corrispondenza alle cause, curando la malattia che sta alla base del fastidio.

    Nel caso di una frattura o di un fenomeno di incrinatura va privilegiato assolutamente il riposo, potendo ricorrere, al bisogno, agli antidolorifici. Durante la notte è meglio mantenere una posizione semiseduta, per sostenere la respirazione. Per guarire, i tempi di recupero si aggirano intorno ai 20 o ai 30 giorni.

    I farmaci antinfiammatori possono dare un sollievo momentaneo, per esempio in una situazione di dolori intercostali. Per la dorsalgia meglio la fisioterapia strumentale con l’applicazione di tecniche di riposizionamento articolare e di manipolazione miofasciale.

    SCRITTO DA Gianluca Rini PUBBLICATO IN DoloreOssa Giovedì 17/01/2013