Disturbo ossessivo compulsivo o DOC: cos’è e come si cura

Il disturbo ossessivo compulsivo o DOC è un disturbo d’ansia basato sulle ossessioni e sui rituali

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    Il disturbo ossessivo compulsivo o DOC cos’è e come si cura? Si tratta di un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Queste ultime sono dei pensieri o degli impulsi che si manifestano ripetutamente nella mente e che creano molto disagio, perché vengono percepiti come sgradevoli. Chi soffre di questi disturbi prova delle emozioni negative, come paura e senso di colpa. Per sconfiggere questo tipo di sensazioni, il soggetto si sente obbligato a mettere in atto comportamenti ripetitivi e azioni mentali di differente genere.

    I sintomi

    Le ossessioni occupano molto tempo nel corso della giornata e possono interferire con le attività della quotidianità. Possono comportare dei riferimenti che creano molto disagio nel lavoro, nello studio, nella vita di relazione e nella cura dell’igiene. I pensieri intrusivi e l’ossessione per la pulizia aumentano il rischio di cadere nella depressione. La persona avverte la sensazione che le ossessioni irrompano improvvisamente nella propria mente e le avverte come fastidiose oppure prive di senso.

    Le idee e i pensieri ossessivi creano molta ansia, perché sono incentrati sul timore che si possa essere esposti ad un pericolo o che si possa essere responsabili di un rischio nei confronti di alcune persone. C’è anche la sensazione di apparire come delle persone cattive.

    Per sfuggire al disagio creato da questi pensieri, si mettono in atto delle compulsioni o dei “rituali”: il soggetto esegue dei comportamenti, che rappresentano un tentativo di soluzione. Tuttavia queste azioni non riescono mai a sortire l’effetto desiderato. Chi soffre del disturbo di solito tende a nascondere le proprie preoccupazioni, perché si vergogna dei suoi pensieri intrusivi.

    Come si cura

    La cura per il disturbo ossessivo compulsivo consiste nell’uso di alcuni farmaci: soprattutto vengono utilizzati gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Le linee guida per la cura del DOC suggeriscono un utilizzo di dosaggi molto vicini alla massima quantità. Può essere necessario assumere questi medicinali per un periodo di tempo che va dalle 10 alle 12 settimane. Ci sono dei pazienti che rispondono in maniera significativa a questo tipo di cure, ma spesso il trattamento farmacologico non si dimostra completo a tutti gli effetti, perché soltanto pochi pazienti arrivano ad essere completamente privi dei sintomi che caratterizzano il disturbo.

    Molto importante è il portare avanti la psicoterapia, che di solito, in questi casi, si orienta su due fronti: comportamentale e cognitivo. Da un lato si cerca di esporre il paziente a degli stimoli ansiogeni, in modo che il soggetto riesca gradualmente a superare le proprie paure, consentendogli di diminuire a poco a poco l’ansia. Dall’altro è necessario che si cerchi di lavorare su una tecnica di prevenzione della risposta ansiogena. In questo modo possono venire rimandati o sospesi gli abituali comportamenti ritualistici che generalmente seguono alla comparsa dell’ossessione. Il principio che viene seguito è quello di esporre direttamente il soggetto alla paura, per stimolarlo ad affrontarla, in modo che essa cessi di turbarlo.

    Le sedute di psicoterapia cognitivo-comportamentale possono essere molto frequenti, almeno 2 a settimana, e si devono proporre anche degli interventi di prevenzione della ricaduta. La psicoterapia, insieme ai farmaci, può aiutare a sconfiggere anche gli eventuali attacchi di panico che possono accompagnare il DOC. In particolare è necessario agire, affinché venga promossa la modificazione di alcuni processi di pensiero automatici: si cerca di stimolare il soggetto sul senso di responsabilità e sull’eccessiva importanza attribuita ai pensieri. Lo psicoterapeuta interviene su quelle che possono essere considerate vere e proprie distorsioni cognitive.

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