Disturbo distimico: cause, test, cure e terapia

Un disturbo cronico caratterizzato dalla presenza di umore depresso, il disturbo distimico è caratterizzato dai medesimi sintomi della depressione clinica ma molto più attenuati e prolungati nel tempo. Conosciamo meglio questo disturbo che crea molto disagio ma che oggi può essere efficacemente curato.

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    Disturbo distimico

    Quando si parla di disturbo distimico ci si riferisce a un disturbo dell’umore, che può incidere sulla quotidianità del paziente colpito. Abbiamo chiesto al dr. Marco Paolemili, psichiatra, di spiegarci quali sono le cause e i rimedi per combattere questo tipo di depressione.

    Quali sono le cause del disturbo distimico?

    Il disturbo distimico è un disturbo cronico caratterizzato dalla presenza di umore depresso che persiste per la maggior parte del giorno, per un periodo di almeno due anni.

    Le manifestazioni più tipiche del disturbo sono sentimenti d’inadeguatezza e di colpa, irritabilità, rabbia, ritiro sociale, perdita d’interessi, inattività.

    I pazienti affetti da disturbo distimico presentano diversi processi psicopatologici.

    Secondo molti studi, la base biologica del disturbo è simile a quella del disturbo depressivo maggiore. Una alterazione del sonno rem è comune e l’insonnia spesso precede l’esordio del disturbo distimico, nonché della depressione maggiore.

    Studi neuroendocrini hanno evidenziato che alterazioni della funzione tiroidea possono essere alla base della variante cronica dell’equilibrio psichico. La funzionalità tiroidea deve essere sempre ben analizzata, per evidenziare ed eventualmente correggere alterazioni di questa ghiandola.

    Il disturbo spesso deriva da uno sviluppo della personalità alterato, che culmina nella difficoltà di adattamento all’adolescenza e al periodo dell’età adulta. La disparità fra la percezione e l’interpretazione delle situazioni reali e di quelle fantasticate porta a una ridotta autostima e a un senso di impotenza, caratteristiche psicologiche comuni nelle persone con disturbo distimico.

    Esiste un test per diagnosticarlo?

    Come per gli altri disturbi psichiatrici, non esistono test di laboratorio o altri tipi di esami che possano sostituire la diagnosi, che va effettuata con il colloquio clinico.

    Alcuni test psicometrici, che esaminano l’organizzazione della personalità dell’individuo e le caratteristiche psicopatologiche, sono un importante supporto e dovrebbero essere sempre inclusi nella valutazione da parte dello psichiatra.

    I test più diffusi di supporto alla diagnosi sono il Millon Clinical Multiaxial Inventory e il Minnesota Multiphasic Personality Inventory. Questi test, sotto forma di questionari, sono compilati direttamente dal paziente e sono in grado di evidenziare la presenza della sintomatologia anche quando questa non è completamente riconosciuta.

    Come si cura il disturbo distimico?

    I dati attuali forniti dalla letteratura scientifica indicano la terapia cognitiva, comportamentale e la farmacoterapia come trattamenti efficaci.

    La combinazione di farmacoterapia e terapia cognitiva comportamentale può essere considerata il trattamento più efficace. Anche la terapia psicoanalitica è comunemente utilizzata per la cura del disturbo distimico, ma i tempi lunghi del trattamento ne stanno sempre più diminuendo l’utilizzo.

    I farmaci più utilizzati sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (ssri), soprattutto per la loro maggiore tollerabilità. Un ciclo terapeutico con questi farmaci, per essere efficace, deve utilizzare il giusto dosaggio e durare un minimo di otto settimane.

    È un disturbo che tende alla cronicizzazione, quindi, è necessario mantenere sempre un contatto con lo specialista o il proprio terapeuta per prevenire le ricadute della sintomatologia.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr. Marco Paolemili

    Specialista in Psicologia